17 LUGLIO 1918 - DIARIO DI GUERRA

17-20 LUGLIO 1918. Attorno a noi si concentra un gran numero di truppe. Si succedono i soliti allarmi. Nella notte del 17 cadono moltissime bombe sul campo d’aviazione di Trevignano, a Treviso, a Mestre, a Castelfranco.
La chiesa nuova in costruzione è nuovamente piena di buoi, lì condotti dai soldati senza nemmeno avvisare il Prevosto. Nelle case dei contadini i danni si sommano ai danni: truppe ad ogni angolo. A Pieve, in Villa Legrenzi e in altre abitazioni non v’è nemmeno un soldato e non è stato torto un filo d’erba. A Guarda, nel nostro oratorio, l’altra notte hanno rubato le due campanelle che servivano per la Messa pubblica; qui da Roda, ora Bordin, la 7° Batteria del 43° Campale ha una bella campana di circa 40 chili!?!.

17 NOVEMBRE 1917 - DIARIO DI MARIO FIORE

Sabato – 17 novembre – ore 11. (da M. Berico – Vicenza)
Giornata bellissima!
Il cannoneggiamento continua ininterrotto. Ieri fui a Verona: continua l’afflusso delle truppe francesi verso Vicenza.

27 GIUGNO 1918 - DIARIO INVASIONE

27 GIUGNO. - Nei giorni passati e anche oggi i voli offensivi dei nostri aeroplani su località e paesi qui attorno sono stati molto frequenti. Vengono sempre di giorno, in tutte l’ore indifferentemente, e volano imperturbati. Motta, quantunque militarmene importantissima a motivo dei ponti e del suo nodo stradale (di concentramenti di truppe come nei mesi passati non é il caso di parlarne, perchè è addivenuta quasi tutta un ospedale,) è stata sempre risparmiata: e ciò noi meritamente attribuiamo a grazia speciale della Madonna, nostra certissima protettrice.

Una delle località bersagliate anche dal cannone è stata Oderzo. Con troppa compiacenza questi signori facevano nei loro comunicati e nelle loro stampe sovente menzione della linea ferrata "Oderzo - Treviso.,,

Con molta ostentazione, quelli che con tanta gelosia custodivano i loro giornali, lasciavano aperto sotto i nostri occhi l’orario delle strade ferrate là dove era segnato il treno diretto quotidiano Motta di Livenza - Vienna.

Anche Fossalta Maggiore è stata visitata dal cannone. Vi sono stati dei morti tra la popolazione: ieri vi ebbero venticinque feriti, a quanto si dice.

Gli stessi velivoli hanno seminato dei foglietti a stampa. Quello che ho letto reca la data del 21 Giugno, e c’ informa che l’offensiva nemica è stata infranta su tutto il fronte, e che hanno fatto dodicimila prigionieri. Pochi in realtà, in paragone di quelli fatti dai nemici, quarantacinquemila, se dicono il vero.

* Alla comparsa d’ un aeroplano italiano i nostri fanciulli e le nostre fanciulle non fuggono come una volta all’annunzio d’un velivolo austriaco, ma escon fuori a frotte, e ballando la carola canticchiano questi e simili ritornelli:

Aeroplano - italiano,

Perchè voli sempre alto?

C’è da fare un gran salto:

Un bel salto nella luna

A rapirvi la fortuna.

Vola alto sulle sfere,

Aeroplano - Italiano!

Non lasciarti mai pigliar.

Torna poi - qui tra noi

Tante cose a raccontar.

Sull’ azione dei nostri alla Piave si sa che s’ erano ritirati molto in là, senza sguarnire del tutto le trincee, colla probabile intenzione d’ invitare il nemico a passare l’ acqua anche coll’ artiglieria. Uomini ne passarono molti, ma artiglieria poca. Si sa come i nostri erano minutamente informati di tutto, anche del giorno e dell’ ora (cosa segretissima sino alla sera del giorno quattordici) in cui sarebbe cominciata l’offensiva. Sappiamo ancora come i nostri ritirandosi hanno lasciato nelle mani del nemico un protocollo di deposizioni dei prigionieri! – E’ stato un caso od un fatto deliberato?

* Sin dai primi giorni dell’ offensiva si è andata spargendo, e anche ora non si cessa di ripeterla, la strana voce d’un concertato tradimento da parte dei nostri, sul tipo, vero o falso, di quello di Caporetto. Non so se sia stata messa fuori dai nostri prigionieri (i quali purtroppo non hanno tutti la coscienza netta, anzi per spontanea confessione, alcuni sono essi stessi traditori:) pure la voglio notata, non per raccogliere un "si dice,,, ma per metterla a confronto colla tanto vantata assoluta certezza, che questi signori avevano della felice e celere riuscita dell’ offensiva che preparavano. Questa vanteria non era di qualcuno soltanto: era generale specialmente negli ultimi giorni. Un giornale italo-austriaco – " La Gazzetta di Trieste., — ne usò per una rèclame. Ecco come presentò un annunzio: "L’ Intesa dice che la vittoria sarà di chi ha l’ ultima palla d’argento, ma invece sarà di chi ha l’ ultima palla di ferro (le pallottole degli srapnels austriaci sono di ferro fuso,) come ha dimostrato Varsavia, Leopoli, ecc., e come presto dimostrerà Parigi, Calais, Venezia.,,

I nostri velivoli hanno lanciato in questi giorni dei fogli a stampa recanti i saluti di molti dei nativi di questi paesi, i quali probabilmente sono al fronte. Vi figura anche un mio cugino, Paolo Astolfo di Sante, il quale saluta e augura di rivederci presto.

* Nelle campagne, negli orti, nei pollai è un furto continuato, una depredazione; ma furto devastatore: si rompe, si sciupa, si calpesta. Dove poi fanno sosta le truppe, è il "Flagellum Dei.,, Il grano biondeggiante è calpestato, i prati, i trifogli, le viti sono pascolo dei cavalli abbandonati a se stessi. Tutto ciò che ha frasca, non esclusi i gelsi e gli alberi fruttiferi (come, per citare on esempio di ciò che accade un po’ da per tutto, in quel di Vazzolér,) è tagliato per mascherare l’ artiglieria che fa ritorno inglorioso dal fronte. Mio Dio, se per vostra bontà e misericordia non ci liberate da questi vandali, che brutto prossimo avvenire ci attende.