31 GENNAIO 1918 - DIARIO DI GUERRA

Notte calma e mattinata nebbiosa. Sopra Venegazzù si incendia e precipita un nostro pallone aerostatico; l’osservatore si salva lanciandosi col paracadute. Vedremo se anche questa volta il bollettino farà silenzio su ciò che a noi succede di sinistro: del resto nessuna meraviglia, poiché siamo sempre rimasti all’oscuro, per non dire nell’inganno, di quanto riguarda le cose nostre

06 NOVEMBRE 1917 - DIARIO DI MARIO FIORE

Martedì – 6 novembre – ore 8. (da M. Berico – Vicenza)
Ieri sono stato a Verona in ferrovia: molti profughi, e soldati francesi.
La nostra linea del Tagliamento ripiega al Piave.
Gli austriaci – nel comunicato di questa notte – affermano che il bollettino di guerra fatto agli Italiani è salito a 250.000 uomini e 2000 cannoni.
 

06 FEBBRAIO 1918 - DIARIO INVASIONE

6 FEBBRAIO. - I voli dei nostri aeroplani in ispezione a quota altissima, appena visibili, non si contano più. Quando le giornate sono chiare, sono ininterrotti da mane a sera. Il volo di etichetta, diciamolo cosi, è quello del mezzogiorno. Una volta, a chi più a chi meno,

incutevano timore: ora non ci si bada più. E’ vero però che delle bombe (all’ infuori di quattro lasciate cadere una sera nelle vicinanze di Gorgo) sin ora non ne hanno lanciate. Non mi spiego come si permetta ai nemici di costruire pacificamente i ponti.

* Ieri sera hanno cominciato a demolire il resto del muro di cinta del convento dalla parte occidentale dell’ orto. La immagine sacra del SS. Redentore - un basso rilievo in pietra, molto rozzo — fu isolata ed è rimasta in piedi, ma solo per merito degli operai che si rifiutarono di abbatterla. E’ un magro avanzo della chiesa di S. Croce di Redigole, soppressa da Napoleone, e poi man mano demolita. Mio padre può raccontare una triste istoria di alcune famiglie che concorsero a questa distruzione per approfittare del materiale. La mia famiglia ha per tradizione la pia consuetudine di accendere tutti i sabati sera una lampada ad olio davanti a quest’ immagine.

Alloscopo di utilizzare il materiale per la strada, si è cominciato a demolire anche il bello, comodo e tecnicamente perfetto marciapiedi lungo il Viale della Madonna. I ciottoli della cunetta e delle sponde laterali colle pietre di spalla, sono già divelti e gettati sulla strada. Quel che ne resta - se resterà - sarà un triste ricordo.