01 GENNAIO 1918 - DIARIO DI GUERRA
A Guarda non si vede quasi più nessun borghese: le case sono piene di inglesi. L’oratorio è chiuso e attorno alla chiesa di S. Maria Ausiliatrice sono costantemente radunati, giorno e notte allo scoperto, un gran numero di cavalli. Nella scorsa notte allarme aereo per velivoli nemici su Padova, Trevignano e Castelfranco. Alle due e alle tre di questa mattina vi sono incursioni aeree nemiche su Montebelluna con sgancio di bombe anche a Pieve. I danni sono lievi ma il fracasso è indiavolato: velivoli che sorvolano e picchiano, bombe che esplodono al suolo, batterie contraeree che sparano, mitragliatrici su automobili blindate che fanno fuoco contro gli uccellacci…
Alle tre e mezza del pomeriggio qualche granata passa fischiando sopra di noi e cade su Guarda.
02 NOVEMBRE 1917 - DIARIO DI MARIO FIORE
( giorno dei morti)
Ieri sera il nostro comunicato di guerra ha annunziato ufficialmente l’avvenuto nostro ripiegamento sulla linea del Tagliamento.
Ora si teme un’incursione austro-tedesca dal Trentino. A Verona c’è già il Comando della 10° armata francese: truppe franco-inglesi continuano a giungere in Italia.
Ore 8.
Il comunicato di guerra austriaco afferma che a tutto il 31 ottobre sono stati catturati 180.000 italiani e presi 1600 cannoni. Sarà vero? E poi aggiunge:” cosa aspettate – o Italiani – per accettare la pace offertavi dall’imperi centrali?”
Il disastro che abbiamo subito è enorme: ma gli austro-tedeschi vogliono ad ogni costo la pace. Gliela daranno le potenze dell’Intesa? Io credo di no.
16 FEBBRAIO 1918 - DIARIO INVASIONE
16 FEBBRAIO. - E stato trasmesso al Convento da pubblicarsi al popolo un decretone del Comando supremo, ordinante, tra l’ altro, il sequestro di tutte le granaglie, delle patate! del fieno, della semenza del trifoglio, del... vino. Tutto dev’ essere immagazzinato, e per ciò che concerne le granaglie e il fieno, distribuito a razione, per gli uomini grammi duecento, e per i buoi chili dieci. Del vino non si fa menzione, perchè, ben inteso, dovrà essere riservato tutto a loro sbornioni e alle loro elegantissime dame. Non pensano mica che il vino li ha infatuati, e fermati ai Piave !
E’ stato recato anche un avviso, cioè "Proclamazione per tutti i coltivatori dei bacchi da seta, ,, con cui si avvertono i coltivatori di bachi, di prenotarsi entro il giorno 20 per la quantità della semenza, la quale sarà dall’ Autorità militare venduta al prezzo di L. 10 l’oncia, mentre i bozzoli saranno tutti acquistati dalla stessa Autorità al prezzo di L. 8 al chilo.
Il popolo viene inoltre avvertito che i campi debbono essere tutti coltivati come per lo innanzi: che è stato costituito un sindacato (con a capo il fattore di Gini), l’ ufficio del quale è d’ invigilare a tale scopo e di fornire mezzi di mano d’ opera e di aratura a chi ne difettasse: che le condizioni proprietarie rimangono le stesse, solo che ai proprietari fuggiti subentra to Stato: e che per le condizioni di affitto si propone come modello il contratto del Graziani co’ suoi fittaiuoli, fatte lievi variazioni.
I due ultimi avvisi fanno buona impressione, ma sono in manifesta contraddizione col primo.
Eccone il modulo che riproduco tal quale:
Modulo del Contratto di mezzadria
stipulato dal Governo Militare coi contadini
delle Terre occupate, nel Febbraio 1918.
CONTRATTO DI MEZZADRIA
L’ Amministrazione dell’ Esercito chiude in presenza di 2 (due) sottoscritti testimoni, un Contratto riguardante circa ……. campi di suo possesso con l’affittaiuolo . ….. e così anche a nome dei suoi figli 3 eredi (che cosa voglia dire, non si sa) tutti dimoranti in………
N……. alle seguenti condizioni:
1.) Come interesse o affitto per ha casa, giardino e orto dovrà l’affittaiuolo pagare 100 (cento) corone al tempo della raccolta della seta, cioè al 1 Luglio 1918.
2.) Biade di ogni qualità e legumi verranno spartiti per metà, così anche la semenza che verrà fornita metà dall’ Amministrazione dell’ Esercito e metà dell’ affittaiuolo, tranne quella del grano turco che dovrà essere fornita totalmente dall’ affittaiuolo. Verrà consegnata da parte dell’Amministrazione dell’ Esercito la semenza del granoturco a patto che al tempo della raccolta il quantitativo della semenza dovrà essere di nuovo in natura restituito.
3.) La raccolta dei bozzoli da seta dopo sottrazione del costo della semente, verrà divisa per metà. Sulle foglie che rimangono nel luogo, dopo la nutrizione dei bachi può l’Amministrazione dell’ Esercito disporre che rimangano sugli alberi o che vengano vendute. Nell’ ultimo caso l’ importo ricavato è da dividere per metà. Se bisognerà comperare delle foglie la spesa verrà spartita in 2 parti eguali.
4.) La raccolta del vino viene dopo sottrazione del coste dello zolfo, della calce, del solfato di rame che verrà fornito dall’ Amministrazione dell’ Esercito divisa per metà.
5.) Il foraggio, fieno, trifoglio, verrà anche diviso in 2 parti eguali. Gli esistenti animali da tiro possono solamente con autorizzazione dell’ Ufficiale distrettuale alla coltivazione essere impiegati fuori del proprio distretto di coltivazione. Oltre a ciò l’ Ufficiale distrettuale ha il diritto di adoperare anche fuori del territorio d’ affitto, gli animali da tiro. La mancanza di foraggio per questi animali bisogna che venga pagata da tulle due le parti.
6.) L’ affittaiuolo non osa permettere di fare delle nuove vie sui campi senza autorizzazione del proprio distretto di coltivazione, egli è responsabile dei danni recati.
7.) L’affittaiuolo è obbligato assieme agli appartenenti della famiglia per i necessari bisogni di venir innanzi dalla sua casa e la raccolta di portarla in un fissato magazzino del distretto di coltivazione. Mercedi per qualsiasi lavoro ordinario oppure straordinario sono escluse.
8.) Le riparature in casa che devono essere fatte in causa di negligenza dell’ affittaiuolo vanno a carico del medesimo.
9.) II presente contratto di mezzadria dura in forza fino alla completa demobilitazione.
10.) Presso le involontarie lacune del contratto le due parti si tengono, alle abitudini e alle valevoli leggi del paese.
11.) L’ affittaiuolo deve fornire in natura il 5% della propria rendita all’ Agente.
Motta di Livenza, li…….
L’ Affittaiuolo: Per l’ Amm. dell’ Esercito:
I testimoni:
* Questa sera mi trovavo dai Vazzoleri mentre si presentavano due soldati per comprare almeno un chilo di farina di grano turco.
- Non ne abbiamo neppure per noi e per questi bambini.
Le insistenze si moltiplicavano. Uno che, mi pare, era un caporale, disse:
- Ho quaranta uomini ora arrivati dalla trincea, e non ho che cosa dar loro da mangiare.
- Andate dal Comando che ha immagazzinato tutto.
- Sono stato, e mi hanno risposto che non hanno niente, e che andiamo nelle case dei contadini.
- E che cosa volete trovare nelle case dei contadini ora che soldati e Comandi ci hanno spogliato di tutto?
-andate più avanti.
Sono già stato da per tutto: è un’ ora che cammino, e non trovo nulla.
Questi e simili casi nelle famiglie di campagna, ora sono cose di tutti i giorni, anzi di tutte l’ ore. Gente affamata di fame autentica, che quando può avere un tocco di polenta, calda o fredda che sia, la divora con un’ avidità che addimostra quanto feroci siano gli stimoli del loro stomaco. E vogliono continuare la guerra ! — Veramente, riferendoci ad altri tempi, la fame presso i popoli del settentrione è stata uno dei principali moventi delle guerre.
La razione-giornaliera dei soldati ora è: la mattina una porzione di surrogato di caffé, al pranzo una porzione di brodo (senza minestra), tre mezze dita di carne e un pezzo d’una cosa che essi chiamano pane, grande circa quattro dita, che deve bastare una giornata: la sera una razione di surrogato di caffé e, quando ce l’ hanno, una fettina di polenta o un pugno di farina.
Sembra impossibile che un soldato possa vivere con si esigua razione di vitto. Questa è la razione ordinaria la straordinaria, niente, all’ infuori del caffé, ciò che accade spesso. -Hanno gozzovigliato e sciupato da prima : ora fanno digiuno. — " Mangiamo e beviamo , poiché abbiamo trovato il " paradiso dell’abbondanza ,,: dopo venti giorni…, un mese..., si va avanti ,,. — Calcoli sbagliati anche questi.
Del resto è cosa mirabile, e che trovo difficile a comprendere, come questi soldati pure perseverino, e con tanta tenacia, a combattere. Una qualche spiegazione, certo inadeguata, la potrebbe fornire il fatto che ogni anche più piccolo reparto è un composto di tutte le età, dai ragazzi imberbi agli uomini attempati, e che in fatto di nazionalità è una piccola babilonia... E’ cosa più che naturale che non si capiscano tra di loro. E’ parimenti noto come queste nazionalità si odiano cordialmente : Cosi avviene che ognuno è per il suo collega d’ armi un poliziotto e una spia pericolosa. - Sapienza militare tutt’ altro che disprezzabile e che rende impossibile una manifestazione collettiva di malcontento.
I nostri giornali hanno parlato tra l’ altro, anche di disciplina ferrea, anzi feroce addirittura nell’ esercito austriaco. Se questa disciplina si riferisce solo ad atti d’ insubordinazione o di ribellione, sarà anche vero - non so dir nulla - ma rapporto a disciplina militare propriamente detta, devo constatare il contrarlo. Forse anche questa assenza di disciplina unitamente all’ impunità dei delitti, va annoverata fra gli efficienti della perseveranza di queste truppe. Aggiungasi la speranza d’ una prossima avanzata che sempre loro si prospetta, e che li porterebbe un’ altra volta in mezzo all’ abbondanza, mettendoli al possesso d’ un ricco bottino.
Oltre all’ odio contro di noi nel quale sono unanimi, non è in fine da trascurarsi che la mentalità e la psicologia loro è molto diversa dalla nostra, e che per valutarla bisogna prendere per termine di paragone quella dei turchi, coi quali sotto questo riguardo hanno molte affinità.