22 FEBBRAIO 1918 - DIARIO DI GUERRA

Otteniamo 500 coperte per i profughi.
Nel pomeriggio inizia un forte bombardamento sul Grappa che dura per tutta la notte successiva.
In paese torna un po’ di vita.

30 OTTOBRE 1917 - DIARIO DI MARIO FIORE

Martedì – 30 ottobre – mattino. (da M. Berico – Vicenza)
Il bollettino dell’altra sera di Cadorna recava delle parole roventi contro i soldati d’Italia:
“ La mancata resistenza di reparti della 2° armata, vilmente ritiratisi senza combattere o ignominiosamente arresisi al nemico, ha permesso alle forze austro-germaniche di calpestare il sacro suolo della patria. E soggiungeva che il valore delle altre truppe a nulla era valso per arginare l’avanzata.
Il bollettino di ieri reca un sollievo: annunzia che i movimenti ordinati dal Comando Supremo si vanno regolarmente effettuando e che le truppe, incaricate di fronteggiare le forze avversarie, adempiono al proprio dovere, rallentando lo sbocco in piano del nemico.
E il bollettino austriaco di ieri sera, mentre critica l’opera del Generale Cadorna, afferma il valore dell’esercito italiano, che il Cadorna – dice il bollettino austriaco – non vuole oggi riconoscere per scagionare l’opera propria.
Ore 10.
Lo schieramento delle forze italiane sulla riva destra del Tagliamento si va delineando.
A Portogruaro c’è il Comando del 23° corpo d’Armata: a Fiume Veneto l’ottavo: ad Arla presso Spilimbergo il centro Petitti col comando della 2° Divisione di Cavalleria.
Il Comando della 3° armata è a Motta di Livenza: quello della 2° armata pare sia a Codroipo. Intanto gli austriaci ci hanno fatto sapere di avere occupato la linea Cormons-Romans-Foce dell’Isonzo; di aver occupato Tarcento a nord di Udine e di avanzare verso Gemona ed Osoppo.
Piave! non so se questa piaggia faccia più male a noi o agli Austriaci.
Sul fronte Trentino calma completa. Speriamo che sia la calma che precede altra bufera.

30 MARZO 1918 - DIARIO INVASIONE

30 MARZO. - Ieri sera facendo ritorno da Meduna, dove s’era recato a predicare la Passione, il P. Policarpo Rizzoli col cocchiere sono stati tratti in arresto. L’avviso partito da Meduna alla gendarmeria di qui, era: "sono spie: arrestateli.,, Ma constatato l’equivoco, o l’idiozia, degli zelanti di Meduna, furono subito rilasciati.

"Il nervosismo di questi giorni, disse il comandante della gendarmeria, va attribuito al fatto che furono arrestate tre spie, una delle quali è riuscita poi a fuggire. ,,

A questo stesso nervosismo credo si debba attribuire un altro fatterello sgradevole. Una ragazza trovata in possesso d’un foglietto manoscritto gettato, dicono, dai velivoli italiani, richiesta da chi l’avesse avuto: Dal P. Guardiano, rispose !

E’ cosa tanto strana, che conoscendo certi metodi usati in Austria, fa andare per mille supposizioni. Ad ogni modo il comandante della gendarmeria dovette occuparsene di ufficio, e il P. Guardiano per purgarsi dalla inverosimile accusa, dovette obbligarsi a far pubblicare a tutte le Messe nel giorno di Pasqua, che è severamente proibito tenere presso di sé foglietti di sorta gettati da velivoli italiani, e chi ne avesse é obbligato a consegnarli al Comando di tappa o alla stazione della Gendarmeria.

PASQUA. — Tristi ricordi: speranze deluse.