24 OTTOBRE 1918 - DIARIO DI GUERRA

24-26 OTTOBRE 1918. L’attacco annunciato non è ancora avvenuto; forse è imminente, seppur segretamente non stiano maturando avvenimenti nuovi.
L’Intesa vince in Francia ma, in tre mesi di lotta, deve essere esausta. Anche all’interno degli Imperi maturano radicali mutamenti: forse spunta l’alba delle democrazie contro gli assolutismi.
Si sentono forti tiri di artiglieria sul Grappa ed una mediocre ma continua attività lungo il Piave, specialmente in prima linea. Si parla di molti prigionieri austriaci.
Da due notti diversi velivoli austriaci ci visitano; sganciano bombe sulla linea del fronte ma anche su Selva e Treviso, dove sono uccisi due soldati.
Qui a Pieve continua il passaggio straordinario di barconi, carri, camions, ecc…. 

09 NOVEMBRE 1917 - DIARIO DI MARIO FIORE

Venerdì – 9 novembre – ore 9. (da M. Berico – Vicenza)
Gli Italiani ripiegano sul Piave, ripiegano sotto la pressione degli austro-tedeschi.
Gli austro-tedeschi vogliono però la pace ad ogni costo (ma non l’avranno). Vogliono la pace ad ogni costo: ne fa fede l’appello che la stazione r.t. di Pola ha lanciato la notte scorsa. Per gli austro-tedeschi gli Italiani fuggono verso Treviso e Padova: i prigionieri e i cannoni catturati aumentano di giorno in giorno. E in Russia “il soviet – sono parole degli austro-tedeschi – (comitato rivoluzionario del partito ufficiale socialista) stanco di vedere sacrificato il popolo russo in una guerra ormai inutile e senza speranze, assestò un colpo vigoroso al governo provvisorio. Kerenschi, il famoso dittatore venduto all’Inghilterra, è fuggito! l’esercito si è dichiarato per il nuovo governo. Il popolo russo ha trovato finalmente l’energia di liberarsi dal giogo britannico per poter ottenere la vera libertà, la pace!
 

08 AGOSTO 1918 - DIARIO INVASIONE

8 AGOSTO. - Un ufficiale boemo di ritorno dalla licenza di tre settimane, racconta cose poco allegre dello stato economico dell’ Austria. La fame è la padrona del paese, quantunque ogni cosa sia posta sotto sequestro. La razione the il Governo passa (a cominciare dal pane, che è di ogni altra cosa che non sia frumento) è tanto esigua da essere affatto insufficiente. Ciò che una volta appena mangiavano i porci ora mangiano gli uomini. La Germania ci domina, disse, e l’Austria deve lasciarsi portar via tutto per sostenere il corso della sua moneta, di ventiquattro miliardi di carta non garantita. I giovani trascinano la persona come i vecchi: i nostri bambini hanno fame, specialmente nelle città, e i padri e le madri devono togliersi di bocca quella fettina di pane che è la loro razione: tanto ho dovuto fare anch’ io in questi giorni. Ho potuto con molta fatica e segretezza avere un quintale di frumento che pagai mille corone (qui il Governo dice che lo pagherà corone cinquanta). A Vienna scesi a mangiare una porzione di carne, e la pagai corone dieciotto. Il resto del viaggio l’ho dovuto fare con un po’ di pane e frutta fresche. Lo stato psicologico generale è l’ avvilimento e la depressione morale, si che a nessuno più cale di vivere o di morire...

Questo è fedelissimamente il quadro doloroso che egli mi ha dipinto, e non ho ragione alcuna di dubitare che sia pienamente vero. Del resto poco dissimile è ormai la con— dizione nostra cui siamo ridotti; per molti anzi è peggiore, e tra poco, peggiore sarà per tutti.