02 FEBBRAIO 1918 - DIARIO INVASIONE
2 FEBBRAIO. - Sono arrivati di ritorno alcuni soldati a cavallo, i quali erano stati destinati ad accompagnare a Palmanova e altrove alcuni reparti di profughi fatti sgombrare dal fronte. Uno, che abita in casa di mio padre, è un buon boemo, il quale cerca più di una volta sollievo nelle lagrime ai suoi segreti dolori. Pietoso e desolante il racconto che fa del suo viaggio. Nella sua colonna sei (quattro bambini e due vecchi) sono morti di fame e di freddo per via. Quegl ' infelici chiedevano una fetta di polenta a lui che per tutto viatico (che doveva bastargli sei giorni), ebbe un pane (immangiabile, più sopra menzionato) e tre piccole scatole di carne. In un' altra colonna ne sono morti otto. - Strana pietà questa: prendersi premura di farli sgombrare per metterli in salvo dalle granate italiane, e non darsi pensiero che non abbiano poi a morire di fame e di stenti lungo la via !
Da fonte non meno inecçepibile so di atti crudeli compiuti dai soldati conducenti di profughi da prima concentrati ad Annone , e poi fatti proseguire più oltre . Di quel poco che era stato loro acconsentito di condurre seco , all’atto d i lasciare Annone , proprio da chi avrebbe dovuto essere di protezione e di difesa , si faceva una scelta , che poi su carri appositi si inoltrava per altra via . Ma , i padroni , dicono questi barbari , siamo noi.