02 MARZO 1918 - DIARIO INVASIONE
2 MARZ0. - A quanto si ode, non vi è famiglia che da qualche tempo a questa parte sia andata esente da visite ladresche notturne, le quali, ben’ inteso, non sono da confondersi coi saccheggi, rapine e spogli, di cui ho più volte parlato. La notte scorsa (notte di vento e di pioggia, molto propizia at brigantaggio) è stato il turno, tra l’ altre, della famiglia di mio padre, la quale è stata derubata di due maialetti, cercati con tanta fatica e custoditi con tanta cura.
* Il passaggio degli sgombrati dal fronte è cessato, ma assistiamo in sua vece ad uno non men triste e doloroso spettacolo. Gruppi di povera gente (donne, fanciulli, fanciulle e qualche vecchio) che scende dai monti spinta dalla fame, molti a piedi scalzi sotto la pioggia e nel fango, trascinando e spingendo un carrettino in cerca di comprare a qualunque prezzo qualche sacco di grano turco. Lassù operano e stanziano i germanici, i quali pare siano stati più spietati di questi che abbiamo qui.