06 GIUGNO 1918 - DIARIO INVASIONE
6 GIUGNO. - I preparativi per un’ offensiva efficace alla Piave sono intensi. Grandi sono le masse di uomini che vanno at fronte, ingente la quantità del materiale che è passata e che passa del continuo. un movimento ininterrotto giorno e notte: non si curano più se gli italiani vedono. Si comprende, e lo dicono, che vogliono ad ogni costo andare avanti. Certo, dai preparativi che si fanno, se giungono a rompere la resistenza delle prime linee, dovrebbe accadere quello che accade quando un fiume in piena rompe gli argini e invade il piano senza che alcuno possa opporre valida resistenza da poter dire: Usque huc. Questa è l’ impressione che proviamo.
Non sono mai stato nelle immediate retrovie né in zona d’ operazione del nostro esercito, e però non posso fare paragoni, ma è certo che questi dispongono e preparano un’offensiva, non per avanzare un paio di chilometri e poi far sosta di mesi perchè il "programma è esaurito,, e "gli obbiettivi raggiunti, ,, ma per avanzare uno spazio indeterminato e profondo il più possibile. E’ degno di nota poi che mentre fanno tali preparativi, non trascurano la possibilità, per quanto improbabile, d’ una ritirata, che dovrebbe essere contrastata palmo a palmo. Qui sì che potrei fare dei paragoni!
Quando cominci quest’offensiva, che come si crede dovrebbe essere generale su tutto il fronte, naturalmente, a parte le chiacchiere, est in sinu deorum. C’e chi pensa che sia stata ritardata da uno scacco subito sul Tonale, dove ben ventimila slovacchi, boemi e croati avrebbero disertato le linee. Tanto non apparisce dai giornali, tutt’ altro, ma ricevo da persona degna di fede e perfettamente in grado di saperlo. "Se gli Italiani, dissemi, avessero fatta seria pressione, quell’azione sarebbe riuscita.,, - Ma già, come al solito, (e questa è riflessione mia) un mondo di cannonate, un’ avanzata di uno o due chilometri, ed "il programma è esaurito.,, - Umiliante, ma vero!
E noi attendiamo la liberazione come il giorno della redenzione! Ormai siamo purtroppo persuasi che non dagli uomini, ma solo da Dio dobbiamo ripromettercela: e Iddio buono e misericordioso si affretti a por termine al nostro martirio.
Questa sera il Comandante della gendarmeria mi ha consegnato per il nostro archivio il telegramma (I, N. 3468) del Corpo VII d’ Armata, con cui si proibiva la requisizione degli organi a scopo di requisire metallo. Il merito della buona riuscita della cosa è del suddetto comandante Sign. Rodolfo Krouzilka, un’ ottimo giovane boemo, il quale porgendo al Comando sumenzionato la supplica del P. Guardiano e dell’ Arciprete, fece notare che sarebbe una requisizione inutile allo scopo ed anche pericolosa, potendo, dopo l’ asportazione delle campane, essere causa di forti malumori in queste popolazioni che sono molto religiose e devote.
Il perfido Comandante di tappa, il goriziano Sign. Catinelli, altre volte menzionato, non poté nascondere il suo dispetto, e fece sapere al P. Guardiano che le suppliche debbono essere tutte inviate per mano sua.