06 OTTOBRE 1918 - DIARIO INVASIONE
6 OTTOBRE. - Giungono anche sino a noi, ma a pizzichi e molto in ritardo, le notizie delle splendide operazioni militari dell’ Intesa in Francia, in Macedonia, in Turchia. I giornali italo-austriaci non dicono nulla, i giornali tedeschi si custodiscono gelosamente, e i soldati hanno la consegna di non parlare: eppure parlano. A quelli che non sono autenticamente tedeschi, nulla più importa d’ una vittoria o d’ una sconfitta dell’ Austria: a loro importa solo che la guerra finisca. E’ un fatto a tutti ormai noto che della guerra ne sono sazi, e che la voglia di continuarla è scemata di molto. Si parla abbastanza esplicitamente di defezioni al fronte, di rifiuti d’ andarvi, di sollevazioni contro gli ufficiali... E’ per questo che si procura di rabbonire queste truppe e di tenerle quiete coll’acconsentire loro e garantire impunito qualunque eccesso. Per questo istesso motivo, come il comandante della gendarmeria ebbe dal Corpo d’ Armata, resta impunito il fattaccio di cui at 2 Ottobre.
* Per la medesima ragione i fiumi, come mi è stato assicurato, cambiano nome: p. e. il Tagliamento è diventato Piave - nome esecrato - che si varca senza un colpo di fucile. E però accade che molti ingenui giungendo a Motta o a Oderzo, (che erano e forse sono anche al presente centro massimo della maggiore riserva di tutto il fronte austriaco) credono di essere presso a Venezia o chi sa dove.
Comunque, io spero sia suonata l’ ora per questi invasori, che, umiliante per l’ umanità dell’ Europa d’ oggi, ma vero - hanno metodicamente violato ogni legge e ogni diritto divino ed umano.