07 MAGGIO 1918 - DIARIO INVASIONE
7 - 8 MAGGI0. - Sei mesi dall’invasione! sei mesi di lento martirio !...
Sei mesi !... Quanti dolori! quante sofferenze morali e materiali! Tante... tante !... - Ma vi ha una cosa che rammento con soddisfazione: Sei mesi senza posta e senza giornali! Si sente tanto il bisogno di separarci dal mondo intero che è addivenuto una famiglia di belve feroci.
* Ogni qual volta cadeva in acconcio, e accadeva spesso, questi ufficiali non hanno mancato di dire e tornar a dire che non sanno spiegarsi due cose: Primo, una ritirata così precipitosa così disastrosa, così profonda dell’ esercito italiano. Non pensavano di oltrepassare l’ Isonzo, od al massimo credevano di poter raggiungere il Tagliamento. Secondo, non sanno spiegarsi come Cadorna (di cui hanno grande stima) non abbia mai saputo usufruire delle sue splendide e riuscitissime offensive (sono sempre loro parole,) né abbia mai pensato a sfruttare la vittoria iniziale, quando con ben poco sforzo (in relazione alla violenza dell’ azione) avrebbe potuto più d’una volta, specialmente all’ ultima offensiva che ci fruttò la Bainsizza, valicare le Alpi e raggiungere Klagenfurt e Lubiana prendendo Trieste alle spalle. Per una ritirata su Lubiana era tutto predisposto. - Parimenti non sanno spiegarsi, dicono, come non siasi mai pensato a forzare sul serio il passo di Toblacco, il vero punto debole del fronte austriaco.
Non so qual valore si debba attribuire a simili discorsi fatti da nemici vittoriosi: ma cenro che tali riflessioni sono state fatte anche da noi nel passato, e che per la grande fiducia che si aveva nel capi si riponevano tra le incognite insolubili ai profani.
* A compimento e conferma di quanto al sei Aprile.
Per quanto possa parere strano e pressoché incredibile, è vero, verissimo il fatto che i velivoli austriaci hanno recato oltre il fronte la corrispondenza dei civili di qua ai loro cari che combattono nelle nostre file. Aggiunsero però l’ avviso the qualora i velivoli italiani volessero corrispondere, soltanto gli scritti di militari sarebbero stati recati a destinazione.
Con tale iniziativa il Comando supremo si proponeva di venire a conoscenza del numero dei reggimenti schierati al fronte! Questo è stato detto: ma forse pensava di potere con tal mezzo scoprire o rispettivamente fomentare lo spionaggio.