07 OTTOBRE 1918 - DIARIO INVASIONE

7 OTTOBRE. - La notte scorsa è stato pubblicato in mezzo alle truppe un telegramma del Comando supremo annunziante la pace prossima a conchiudersi. E’ stato un delirio di allegria: è un gran parlare che si fa da tutti, ma il popolo, che pur desidera la pace come liberazione dal martirio che soffre da undici mesi, prende le cose colla solita sua calma veneta, consolidata da una forte dose di scetticismo. Dopo tante promesse, dopo tante delusioni, dopo tante occasioni propizie per una rivincita, lo scetticismo si è ormai impossessato dell’ animo di tutti.

Ciò che pare assodato è che gli imperi centrali – i quali certo debbono trovarsi a mal partito sotto ogni riguardo - accettano i quattordici punti di Wilson: - Ma l’ Intesa non avrà nulla da aggiungere o da concretare in quei punti, alcuni dei quali sono tanto vaporosi? Non potrebbe essere anche un’ abilissima manovra della Germania per staccare l’ America e strappare all’ Intesa la vittoria che già stringe in pugno? Venga la pace: non si deve stravincere: ma la vittoria, conseguita che sia, dev’ essere assicurata anche nelle sue conseguenze, se si vuole che al nemici passi per lungo tempo la voglia di aggredirci. Ciò che ci pone al sicuro non saranno i trattati (pezzi di carta) che i nemici sottoscriveranno, ma l’impotenza cui saranno ridotti.

* Oggi è partito per recarsi alla sua nuova destinazione a Sedan !!! il comandante di quest’ ospedale da campo, il Dott. Edoardo Wagner, di nazione boemo, di religione cattolico. Uomo buono, ha fatto del bene a molti, non ha fatto del male a nessuno: lascia grata ricordanza in tutti. Il Signore lo benedica e l’ accompagni.

* Giorni fa è stato trasmesso al convento un avviso da pubblicarsi in Chiesa. E’ in buon italiano. Il Corpo d’ Armata fa noto alle popolazioni dei paesi occupati che non potrà curare dalla malaria i loro ammalati, quantunque n’abbia tutta la buona volontà: e che di ciò la colpa ricade tutta sopra il Governo italiano (" vostri fratelli,, fa notare) che richiesto di chinino, non l’ ha voluto dare.

E’ tendenzioso questo linguaggio, e non so capire come questa gente si perda in manovre si meschine. Del resto piuttosto di darsi tanta premura di curarci dalla malaria, che non esiste, farebbe meglio curarci dalla fame, ciò che potrebbe fare - senza bisogno di ricorrere a nessuno - coll’ astenersi dal rubarci il frutto del sudore della nostra fronte.