08 AGOSTO 1918 - DIARIO INVASIONE

8 AGOSTO. - Un ufficiale boemo di ritorno dalla licenza di tre settimane, racconta cose poco allegre dello stato economico dell’ Austria. La fame è la padrona del paese, quantunque ogni cosa sia posta sotto sequestro. La razione the il Governo passa (a cominciare dal pane, che è di ogni altra cosa che non sia frumento) è tanto esigua da essere affatto insufficiente. Ciò che una volta appena mangiavano i porci ora mangiano gli uomini. La Germania ci domina, disse, e l’Austria deve lasciarsi portar via tutto per sostenere il corso della sua moneta, di ventiquattro miliardi di carta non garantita. I giovani trascinano la persona come i vecchi: i nostri bambini hanno fame, specialmente nelle città, e i padri e le madri devono togliersi di bocca quella fettina di pane che è la loro razione: tanto ho dovuto fare anch’ io in questi giorni. Ho potuto con molta fatica e segretezza avere un quintale di frumento che pagai mille corone (qui il Governo dice che lo pagherà corone cinquanta). A Vienna scesi a mangiare una porzione di carne, e la pagai corone dieciotto. Il resto del viaggio l’ho dovuto fare con un po’ di pane e frutta fresche. Lo stato psicologico generale è l’ avvilimento e la depressione morale, si che a nessuno più cale di vivere o di morire...

Questo è fedelissimamente il quadro doloroso che egli mi ha dipinto, e non ho ragione alcuna di dubitare che sia pienamente vero. Del resto poco dissimile è ormai la con— dizione nostra cui siamo ridotti; per molti anzi è peggiore, e tra poco, peggiore sarà per tutti.