08 MARZO 1918 - DIARIO INVASIONE
8 MARZO. - Quattro mesi di schiavitù oggi: Quattro lunghi anni, lunghi... Pare incredibile, pare una favola che in soli quattro mesi questa regione sì ricca d’ ogni ben di Dio, abbia potuto esser ridotta all’ estrema miseria. La fame ormai preme un po’ tutti, comprese le truppe.
Sino ad un mese, un mese e mezzo fa, la comparsa nelle case di campagna d’ un uomo in divisa austro-ungarica, era un terrore, rassomigliava alla comparsa d’un brigante. Tutti, se non erano sorpresi, si precipitavano alla porta e nel cortile per impedirgli l’ entrata, se era possibile, o per abbonarlo in qualche modo. Oggi disarmati, fiacchi e moggi questi soldati non fanno più paura a nessuno. Quasi tutti i giorni, specie in sulla sera, sono processioni di un dopo l’ altro che si presentano a mendicare un pugno di farina, un pugno di grano turco (che poi pensano essi a pestare comunque in un recipiente qualsiasi, p. e. con un sasso nell’ elmetto), una fetta di polenta. E questi miserabili trovano ancora compassione presso questo popolo buono, tanto ferocemente depredato e spogliato, e che pure se ha, dà.
* Gli autori del furto, di cui al 2 Marzo, sono stati facilmente scoperti e costretti a pagare. E’ l’ unico fatto del genere che sia giunto a mia conoscenza. E’ merito esclusivo e personale del comandante della gendarmeria, che frequenta la casa di mio padre e ha preso a benvolerla.