10 GENNAIO 1918 - DIARIO INVASIONE

10 GENNAIO. - Ieri ed oggi è stato devastato il palazzo Carèr in faccia alle scuole. Porte, finestre, vetri, pavimenti, tutto è stato tolto e asportato. Di simili fatti, che sono cose pressoché di tutti i giorni, in appresso non me n' occuperò più, poiché per noi non rappresentano ormai che delle inezie .

* Dai predoni in divisa e in armi, è stata visitata anche la casa della Sign. Bianchini alle Spinade. E’ sola col marito in fin di vita. Non hanno rispettato nulla, hanno frugato in ogni angolo, in ogni cassetto, in ogni ripostiglio, persino sotto il letto. Hanno asportato tutti gli oggetti di rame e di piombo che poterono trovare, e si sono appropriata biancheria e vestiario a piacimento.

Quelli che compiono queste imprese sono proprio le guardie di pubblica sicurezza, le quali vanno a drappelli e in baionetta inastata. I primi quaranta giorni era loro illecito il saccheggio che era riservato alle truppe e ai loro "commandi ,, : ora, secondo la moralità e mentalità austrotedesca, , giustizia vuole, come pare, che qualche cosa sia acconsentito anche a loro. Hanno duplice mandato : Di perlustrare tutte e singole le case per "requisire,, il rame, e di trovare roba nascosta, presa dai magazzini o dalle botteghe dopo la fuga degli abitanti : "Questa roba è rubata, essi dicono (e qui hanno la loro parte gli scrupoli della coscienza tedesca) e appartiene a noi.,, - Il terzo scopo non confessabile, ma precipuo, è di concedere anche ai tutori dell' ordine pubblico un po' di bottino legale : In una parola, è il brigantaggio organizzato.

E’ doloroso molto, e lo noto con grande rammarico, che nelle indicazioni fornite a questi briganti v’abbia parte talvolta lo spionaggio domestico, allo scopo di prendersi qualche vendetta personale, ed anche per la stolta presunzione, che in grazia di si vile servigio la propria casa abbia da restare incolume.