10 MAGGIO 1918 - DIARIO INVASIONE
10 MAGGIO. - Il P. Guardiano e il Parroco ricevono avviso che saranno asportati gli organi di ambedue le chiese. Possono fare supplica, disse il comandante di tappa, con questi e questi dettagli, e la diano a me. - Se vuole fare detta supplica, dissi io al P. Guardiano, supplica certamente vana, la faccia, ma senza certi dettagli che significhino pregio: C’ è da mettersi in sospetto.
* Una " Notificazione,, stabilisce che i foraggi sono la metà del Governo, e che dell’ altra metà si lascierà ai campagnoli il solo necessario in relazione alle bestie che hanno nella stalla.
— E, domando io, i foraggi già pascolati e che si continua a pascolare? e... i contratti conchiusi di fresco coi mezzadri? - Oh! in quanto ai contratti, "sono pezzi di carta,, (Cod. di Dir. C. A. U.)
La metà adunque è del Governo, e per l’ altra metà… provvede parimenti il Governo distruggendo le stalle, lasciandone, per ora, un sol capo. Così la metà è sua perchè se l’usurpa, e l’ altra metà è sua perché inutile al proprietario. Intanto tutto alla metà: e poi ci si venga a dire che il Governo paterno tratta male queste popolazioni. Lo dicano le carte ufficiali, lo dicano i contratti accettati e firmati da ambedue le parti e forse già pubblicati nei giornali come saggi di umanità e di larghezza. Ad ogni modo sarà la storia che li pubblicherà in confronto con quelli dei latifondisti fuggiti: Affitti di casa esigui; I prodotti agricoli a metà; stalle libere; pollame ed altri animali domestici, liberi; regalie, niente. Vi par poco? E ci si lagna ... La storia farà tesoro di questi documenti, ed illuminerà i posteri. Questi sono i documenti, e i soli degni di fede, che reggeranno alla... critica... dei veri dotti d’ oltre Alpi.
- Sarà proprio così che all’ insulto cui soggiaciamo, si debba poi aggiungere l’ ironia d’una storia cretinamente critica e menzognera? perché scritta in base a criterii, in forza dei quali (come lo addimostra in grande e in piccolo anche l’ esperienza della vita), più dei fatti, anche notorii, ha valore una menzogna ufficiale, purché scritta, firmata e timbrata.