11 GENNAIO 1918 - DIARIO INVASIONE

11 GENNAIO. - Sono andato a Meduna a fare una visita a quel buon vecchio parroco D. Osvaldo Miani, patriotta sincero, che da tanti anni non avevo veduto. Passando per piazza S. Rocco ho veduto la Livenza vecchia gelata. A S. Giovanni ho constatato un fatto ributtante : I muri di cinta del cimitero vecchio attorno alla chiesa e parte del nuovo, a settentrione, sono stati demoliti per utilizzare il materiale a consolidare la strada nuova che conduce a Meduna. Cosa che offende i sensi più delicati dell' umanità. Al Curato che ne fece lagnanza, fu risposto che in zona di guerra non si rispettano neppur i morti. Se non ci fosse altro, ciò potrebbe bastare a caratterizzare il cinismo di quest' invasori.

Voglio notato ancora una volta, giacché mi cade in acconcio, il contrasto stridente che passa tra l’esercito operante e gli ufficiali della sanità. Pel Natale, quando tutti soffrivano della monomania di farsi un "Albero, ,, al Maggiore medico che girava nel nostro orto, furono indicati all' uopo due piccoli pini.

- E questo luogo che cos' è ? chiese.

- Il nostro vecchio cimitero domestico.

- Il rispetto che si deve ai morti disse non permette che si tocchi nulla. - Ma egli è boemo e cattolico.

Presi la via vecchia che ad un certo punto segue l' argine destro della Livenza. Constatai che per un' azione di copertura, come la dicono, consistente in fucili e qualche mitragliatrice per proteggere la ritirata, la difesa è stata ben preparata ed efficacemente tenuta. Il versante dell' argine era addivenuto una buona trincea.

Il bel ponte di ferro, appena aperto al transito, ora giace rovesciato e contorto sul fondo del fiume : un solido ponte in legno lo sostituisce.

L' effetto del bombardamento non si constata all' infuori d' un proiettile di piccolo calibro che ha colpito con lievissimo danno un angolo del campanile sulla faccia verso Motta. Ma in compenso le traccie dell' invasione nemica sono molto visibili. Muri abbattuti, porte e finestre asportate, botteghe e abitazioni sfondate e saccheggiate, case e palazzi smantellati, una cappella poca discosta dalla chiesa, profanata. Sono ben brutte le cose che quel buon vecchio parroco mi ha raccontate, cose tutte che del resto si possono ridire in una parola : Invasione dei barbari. La chiesa profanata. Sacrilegamente profanato il sacro Ciborio : la pisside fu estratta, ma perchè di metallo, lasciata là sull' altare ; la teca d' argento colla S. Ostia, scomparsa. Profanato il battistero, da cui fu rubata la coppa : i vasi con i sacri Olii, rubati anch' essi. Anche i sacri apparati profanati, e diremo quasi inutilizzati : fu rubato con intelligenza da barbari di quest' apparato un pezzo, di quello un altro, di maniera che tutti restano incompleti. La canonica fu assaltata durante la notte : hanno forzato porte e armadii. Il vino che non hanno potuto bere, l' anno lasciato scorrere.

Installatisi in casa, vi hanno fatto e vi fanno da padroni. Per salvare qualche cosa che è rimasta della chiesa e della canonica, il buon vecchio l' ha dovuta accumulare nella sua stanza.

Ho fatto ritorno per la strada nuova. Poco oltre il ponte al piede dell' argine, vedonsi qua e là varie croci. Là dove trovarono la morte sono stati sepolti gli ultimi eroi che per circa tre giorni ritardarono a Motta l' invasione nemica. Restarono al posto sino all' ultima ora : e i nemici ve li trovarono non più per combattere, ma per rendere testimonianza alla Patria del dovere compiuto.

Beatissimi voi ! umili, e forse purtroppo dimenticati dagli uomini, sepolti in umilissimo loco; ma grandi davanti a Dio, perchè pugnaste e cadeste per la difesa del sacro patrio suolo. Ancorché tutti gli uomini vi dimenticassero, non vi dimenticheranno i cittadini di Motta. Alle vostre madri, alle vostre spose, ai vostri figli che coll'angoscia dell’incertezza sulla vostra sorte domanderanno di voi, si risponderà : Disperso : ma noi sin d' ora sulla vostra umilissima tomba scriviamo :

ILLUSTRE ANONIMO

CADUTO PER IL DOVERE E PER LA PATRIA

NELLE SACRE BATTAGLIE

CONTRO I BARBARI DEL SETTENTRIONE

NEGAZIONE DELLA RELIGIONE E DELLA CIVILTA’

CONCULCATORI OSTENTOSI

DI OGNI LEGGE

E DI OGNI DIRITTO

 

Beatissimi voi e benedetti coloro che, riconsegnando alla terra le vostre spoglie mortali, usarono verso di voi quest' atto di religione e di umanità.

Ritornando per la strada bassa che da borgo S. Rocco conduce al Santuario, vidi con profondo dolore che il "capitello, ,, come lo chiama il popolo, ossia edicola, della "Madonna del Latte ,, era stata profanata e devastata. – Ma perchè se non per odio satanico per istinto barbarico? E' un' edicola in cui non cape un uomo in piedi e neppure a sdraio, con un solo banco e un cancello di legno. Aveva un' immagine a fresco, molto venerata. – " Una tal gente che compie simili sacrilegi, esclamò uno con convinzione irremovibile, andrà certo in malora ! ,, - E così sia.