12 NOVEMBRE 1917 - DIARIO INVASIONE
12 NOVEMBRE. – Verso le otto del mattino mi mandano a chiamare da casa, che due soldati col carro bell’e pronto vogliono portarsi via due maiali da macello. Vengano a “requisire”, dicono, e presentano uno straccetto di carta da taccuino vantando il nome del “Commando”… Faccio le mie riserve e mando per un ufficiale. Passa un po’ di tempo in discussioni inutili, ma temendo forse i malviventi una mala parata o chi sa cosa, giudicano bene andarsene rebus infectis.
Un caso consimile accadde nel pomeriggio nella famiglia vicinante di P. Basso, con questo di più che i manigoldi puntarono l’arma contro la padrona di casa.
Un ufficiale cui feci delle rimostranze, credette recare un’attenuante col dirmi: “I soldati che scendono dal Carso sono bestie.” E soggiunse: “Noi del resto possiamo requisire quanto ci abbisogna, purchè lasciamo alle popolazioni i viveri per tre mesi. Chi ha, è meglio che offra spontaneamente al Comando, e avrà una buona carta.”
Questi fatti e simili e peggiori sono cose di tutte le ore e che avvengono in tutte le case. Le Autorità non se n’occupano: hanno lasciato, pare, mano libera al saccheggio, che meglio direbbesi brigantaggio. Sono truppe lasciate in balia di se stesse, cariche di armi, e del resto spoglie di tutto – anzi no: di armi e di certi animaletti…Non ho ancora visto un soldato Austriaco con un pezzo di pane, non ho visto ancora passare un solo carro della sussistenza. Fin ora ho visto carri carichi di munizioni in arrivo: e in partenza, carri molti, stracarichi dello spoglio del paese. Un esercito – che pare un po’ lontano da essere civile – in queste condizioni, che cosa può fare? – Vivere spogliando il paese invaso. E’ questa mi sembra la consegna che ha. I delitti che si commettono impunemente, credo che presso nessun esercito si tollererebbero. Tentata violenza alle donne, omicidio per chi tenta resistenza, rapina a mano armata, violazione di domicilio sono delitti che caratterizzano questi invasori.
E non sono, no, di pochi individui degenerati e violenti, che non mancano mai in nessun esercito, ma sono delitti collettivi e comuni pressoché a tutti. Cosa che non si spiega se non ammettendo che le popolazioni dell’Austria sono nella maggioranza tuttora barbare e che l’esercito è una collettività di delinquenti, o che dalle Autorità – e questa è forse la spiegazione vera – è stata loro data mano libera e assicurata l’impunità. I pochi gendarmi (per noi carabinieri) che sono in perlustrazione, sono – tanto per dire che sono qualche cosa – uno spauracchio per le passere, o piuttosto una tenue maschera di pudore, o meglio una tutela preventiva in beneficio dei soldati stessi, che certo non ne hanno bisogno.
* E’ stata chiesta e ottenuta una sentinella alla porta del convento: ma quei soldati che volessero entrare a farvi ciò che vogliono, anche da predoni, non hanno che a cacciarla via, anche con una pedata là “dove il sol tace” come hanno fatto a quella chiesta dall’Arciprete.
Un caso consimile accadde nel pomeriggio nella famiglia vicinante di P. Basso, con questo di più che i manigoldi puntarono l’arma contro la padrona di casa.
Un ufficiale cui feci delle rimostranze, credette recare un’attenuante col dirmi: “I soldati che scendono dal Carso sono bestie.” E soggiunse: “Noi del resto possiamo requisire quanto ci abbisogna, purchè lasciamo alle popolazioni i viveri per tre mesi. Chi ha, è meglio che offra spontaneamente al Comando, e avrà una buona carta.”
Questi fatti e simili e peggiori sono cose di tutte le ore e che avvengono in tutte le case. Le Autorità non se n’occupano: hanno lasciato, pare, mano libera al saccheggio, che meglio direbbesi brigantaggio. Sono truppe lasciate in balia di se stesse, cariche di armi, e del resto spoglie di tutto – anzi no: di armi e di certi animaletti…Non ho ancora visto un soldato Austriaco con un pezzo di pane, non ho visto ancora passare un solo carro della sussistenza. Fin ora ho visto carri carichi di munizioni in arrivo: e in partenza, carri molti, stracarichi dello spoglio del paese. Un esercito – che pare un po’ lontano da essere civile – in queste condizioni, che cosa può fare? – Vivere spogliando il paese invaso. E’ questa mi sembra la consegna che ha. I delitti che si commettono impunemente, credo che presso nessun esercito si tollererebbero. Tentata violenza alle donne, omicidio per chi tenta resistenza, rapina a mano armata, violazione di domicilio sono delitti che caratterizzano questi invasori.
E non sono, no, di pochi individui degenerati e violenti, che non mancano mai in nessun esercito, ma sono delitti collettivi e comuni pressoché a tutti. Cosa che non si spiega se non ammettendo che le popolazioni dell’Austria sono nella maggioranza tuttora barbare e che l’esercito è una collettività di delinquenti, o che dalle Autorità – e questa è forse la spiegazione vera – è stata loro data mano libera e assicurata l’impunità. I pochi gendarmi (per noi carabinieri) che sono in perlustrazione, sono – tanto per dire che sono qualche cosa – uno spauracchio per le passere, o piuttosto una tenue maschera di pudore, o meglio una tutela preventiva in beneficio dei soldati stessi, che certo non ne hanno bisogno.
* E’ stata chiesta e ottenuta una sentinella alla porta del convento: ma quei soldati che volessero entrare a farvi ciò che vogliono, anche da predoni, non hanno che a cacciarla via, anche con una pedata là “dove il sol tace” come hanno fatto a quella chiesta dall’Arciprete.