13 GENNAIO 1918 - DIARIO INVASIONE

13 GENNAIO. - Un' infarinata di neve : è già la quinta quest’ anno. Spira venticello dal Nord, e fa un freddo eccezionale per questi paesi.

Come in città, anche in convento questi ostrogoti costruiscono stufe per ogni dove, bucando muri senza discrezione né discernimento. Un fumaiuolo è stato fatto passare proprio dov' era piantato il gnomone della meridiana che è sulla faccia orientale del chiostro interno.

Prima hanno fatto a gara a distruggere : Ora fanno a gara a rubarsi il materiale per murare o impannare porte e finestre.

Vedo tutti i giorni dalle mie finestre un prigioniero rumeno , destinato a pascolar e nel nostro orto un branco di pecore appartenenti all ' ospedale , là ritto coi piedi nella neve da mane a sera. Mi fa tanta compassione vedere un uomo soffrire tanto, mentre altri sono in mezzo alle comodità !

Non posso fare altro per quel disgraziato che recargli di quando in quando, con precauzione, un pezzo di pane sottratto furtivamente alla mensa degli ufficiali, i quali banchettano quotidie splendide, e una bottiglietta di vino.

La prima volta fece atto di volermi pagare con due corone. - No, dissi, ringraziane il Signore. Ed el levò le mani al Cielo con un gesto di riconoscenza che compendiava un discorso.