16 GIUGNO 1918 - DIARIO INVASIONE

16 GIUGNO. (mattina) - Il bombardamento sulla Piave continuò ininterrotto tutta la notte e continua ancora, nella posizione più o meno di ieri. Ciò ha aperto il cuore di tutti alla speranza.

Già da ieri sera cominciarono ad arrivare molti feriti, in prevalenza leggieri, che medicati si fanno partire per le retrovie.

Sono arrivati ed arrivano anche dei drappelli di prigionieri. Nella maggioranza solo ragazzi. E’ proprio vero che i nostri fecero preventivamente una ritirata di qualche chilometro, lasciandovi una leggiera copertura dalla quale provengono questi prigionieri. Sono disinvolti. Il popolo mostra per loro poco interesse. Meglio forse per loro che fossero morti in trincea, piuttosto che essere esposti al pericolo d’ essere fatti morire di fame (come si sa essere già toccato a molti nelle parti di Vittorio,) o d’ essere condannati ad una vita di stenti e di maltrattamenti.

Sono due giorni che non si vedono soldati raminghi scorrazzare e far danni da per tutto. Ci pare di essere felici. Sono proprio essi che giorno e notte ci recano le peggiori molestie: il rombo di centinaia e centinaia di cannoni non ci dà noia; ci rallegra anzi quando ci pare (forse autosuggestione) che si avvicini a noi. - Che misera condizione la nostra...

16 GIUGNO. (sera) - (Autentica : Dalla carta segnata in rosso al Cornando del Corpo VII d’ Armata): Ecco la posizione del fronte del Piave: Da presso Cima d’ Olmo sino alla foce sono passati. Tra Cima d’ Olmo sino in faccia a Candelù, là dove la Piave si allarga in molteplici piccoli corsi, sono nel mezzo. Da Candelù sino alla foce pel ramo di Capo Sile, sono passati e fermi sulla sponda. Passati che furono la nostra artiglieria demolì i ventiquattro ponti che furono gettati, alcuni anche subacquei. Il numero delle truppe passate è grande, ma né esse possono comunicare con quelli di qua dall’acqua, né questi con quelle, per cui la loro posizione è molto critica. Sperano di poter nella notte riuscire a gettare nuovi ponti e di poter passare oltre munizioni e soccorsi.

II numero del feriti che incessantemente arrivano è grande, ma nell’ assoluta maggioranza sono feriti leggieri.

Continuano ad arrivare drappelli di prigionieri, i quali purtroppo negli interrogatori che subiscono sono alquanto loquaci. - Il loro numero totale questa sera è di tremila. Proprio pochi per potersene vantare.

L’ azione dell’ artiglieria, con una breve sosta al mezzo giorno, è stata ininterrotta e intensa tutta la giornata. Dalle nove alle dieci della notte l’intensità ha raggiunto il fantastico.