18 APRILE 1918 - DIARIO INVASIONE

18 APRILE. - Parte sfrattato il Sign. A. M., di cui al 17 Marzo, accompagnato da quattro signorine! di poco buon nome.

Dal comandante della gendarmeria è stata aperta e condotta a termine sul conto di lui un’ inchiesta che ha dato risultanze disastrose:

I. sotto la veste di ufficiale, accompagnato da soldati in armi, esercitò la rapina di oggetti preziosi, di tessuti, di biancheria, di vestiarii, e di ogni altra cosa che gli tornasse utile, spogliando molte famiglie. (Di più, e questo l’ aggiungo io, è reo di perfidia, avendo mandato altri con determinate indicazioni, a depredare famiglie che s’ erano incautamente fidate di lui.)

Molta della refurtiva gli fu trovata in casa, ma il più e il meglio era già stato mandato a vendere in Austria. Ben dieci soldati a varie riprese andarono specialmente a Vienna a compiere quest’ opera.

II. E’ reo di truffa in forma pericolosa per la sicurezza dell’ esercito, avendo fatto pubblicare (non però in questa nostra chiesa) che chi volesse scrivere ai parenti oltre il Piave, poteva consegnare le lettere a lui, pagando una corona al pezzo. Egli poi le recherebbe a Udine - sede del Comando supremo - donde verrebbero inoltrate al loro destino. Trovò almeno trecentocinquanta ingenui, come risulta da altrettante lettere rinvenutegli in casa. - La sott’accusa di spionaggio non fu accolta.

III. E’ reo d’ aver aperto presso di sé una casa sospetta.

Complice, almeno connivente, è stato trovato anche il tenente colonnello del Comando di Tappa, l’ "Ergo bibamus,,.

La pena è: Per il Sig. A. M., multa, non rammento quanta, ma poca: carcere, mi pare, di venti giorni: confisca della refurtiva giacente: internamento a Graz. - Per il tenente colonnello: Rimozione dall’ufficio: privazione del diritti inerenti alla laurea di dottore di Diritto.

Mi pare strana davvero tanta premura dell’ Autorità militare dopo i delitti commessi e che tutt’ ora si commettono impunemente. Una qualche spiegazione la può forse dare tra l’altro il molto zelo del Comando della gendarmeria, cui devesi il merito dell’ iniziativa, e che trascurare apertamente non lice. - Sarà poi cosa seria ? quantunque paia fatta sul serio. E un dubbio che mi passa per la mente... Ad ogni modo è certo un documento serio che si lascia negli archivi per chi scriverà la storia sulle carte ufficiali.

* E’ da circa una diecina di giorni che il Comando di Tappa é stato cambiato. Il tenente colonnello " Ergo bibamus,, è stato posto al comando d’ un battaglione, ed in sua vece è venuto un mellifluo goriziano, che parla molto bene la lingua italiana. Molti, anche di quelli che reputansi savi, se ne congratulano: ma io ritengo che sia piuttosto da rammentare quella vecchierella che piangeva alla morte di Nerone. L’ "Ergo bibamus,, in fondo non era il peggiore: aveva un certo senso di onestà. Il nuovo venuto non si sa chi sia, e pel fatto solo che è tanto mellifluo e che parla anche il nostro dialetto, per me é sospetto. Ad ogni modo Il personale uscente era sazio, aveva avuto la sua parte in mezzo ai predoni: - ma il personale entrante ?...?... ?... - Vorrei per felice ventura essere falso profeta: ma temo d’ essere invece uccel di mal’ augurio. Contro i miei propositi ho avventato una previsione.