20 FEBBRAIO 1918 - DIARIO INVASIONE
18 - 20 FEBBRAIO. - Nelle due notti scorse e nel mattino del 20, ripetute incursioni dei nostri velivoli. Dall’ invasione, è la prima volta che fanno la loro comparsa in forma offensiva. Hanno preso di mira soltanto opere militari con esito diverso. Bombardarono un treno, appena arrivato, carico, dicono, di munizioni, del quale colpirono un carro di paglia !... cioè coperto di paglia. I forni militari nello stabile di Fonda, li sbagliarono, come pure il deposito di benzina oltre il ponte della strada ferrata a S. Rocco. Bombardarono invece efficacemente il campo di aviazione, dove sono rimasti parecchi morti, molti feriti, e quindici apparecchi distrutti. Bombardarono del pari e mitragliarono con efficacia una batteria antiarea in quel di Sebastiano Cappellini presso il Punte di Redigole. I ponti non furono presi di mira.
La comparsa della mattina del 20 è stata una vera sorpresa: è a questo che debbono l’efficacia dell’ azione. L’aeroplano che bombardò e mitragliò la batteria suddetta e che girò più volte sul convento e sull’ ospedale, toccava quasi le cime degli olmi. Qualcuno vuole spiegare e la sorpresa e l’ inattività della difesa col dire che questi velivoli erano di forma e di color nuovi e che non recavano i distintivi nemici. Io non so dir nulla in riguardo: ero ancora a letto, e giudicai bene di non incomodarmi; ma so che gli artiglieri della batteria menzionata, quando sentirono fischiettare le pallottole della mitragliatrice (qualcuno è rimasto ferito), piuttosto che por mano alle armi, pensarono esser cosa più prudente darsela a gambe, e rifugiarsi, quantunque inseguiti sin sulla porta, in casa di detto Cappellini.
Sino ad ora non hanno tirato che su opere militari, ed è mia ferma persuasione che useranno ogni cautela per risparmiare l’abitato. Ma la paura è molta in alcuni, al segno che vien fatto di rammentare il Tassoni là dove dice: Chi correva per le scale - chi alla finestra, e chi al pitale, e con tanta fretta che c’è stato chi le ha misurate tutte d’ un tratto le scale: questi è stato proprio il "feldkurat,,, che abita in convento.
* E’ purtroppo vero che il parroco di Cavalier è stato cacciato dall’ Autorità militare e internato, non si sa dove, come persona pericolosa per la sicurezza dell’ esercito. E’ da circa un mese the avevo sentito parlarne, ma non ne volli prender nota sintanto che non mi constasse con certezza del fatto e delle ragioni del fatto. La cosa é molto semplice, ma poco bella e punto onorifica per l’ i. e r. esercito a. u. Alcune fanciulle di quella parrocchia s’erano date a vita licenziosa con i soldati e con gli ufficiali. II parroco reputò suo dovere, ed era sacrosanto dovere, reprimere lo scandalo, ciò che fece in privato e anche dall’ altare. Tanto è bastato perchè fosse giudicato pericoloso, non ostante che fosse... ‘Podestà ,,. Enorme, ma vero.
Che del brutto servizio egli debba ringraziare anche qualcuno de’ suoi, potrà esser vero, ma ciò non attenua in nulla l’ enormità della cosa. Del resto questa una voce messa fuori dagli interessati.