23 NOVEMBRE 1917 - DIARIO INVASIONE

23 NOVEMBRE. - Nella notte e nella mattinata debole risveglio delle artiglierie al basso Piave : ma invece rombi profondi e alquanto radi.
* Da oggi gli ufficiali dell ospedale (808) stabiliscono la loro mensa in convento e precisamente ne1 nostro refettorio. In compenso vogliono che si faccia mensa comune, dietro una certa somministrazione di alcuni generi da parte nostra. Capo cucina è una donna di Lubiana che parla discretamente l’ italiano. Ritengo che dalla fondazione del convento questa sia la prima volta che una donna fa la cucina per i Religiosi. Anche nell' orto le serve dell' ospedale scorrazzano liberamente.
* Tutto calcolato, sì dal lato economico come da quello della sicurezza locale e personale, che l' ufficialità medica pratichi in convento per noi è un vantaggio e una garanzia contro tanti malviventi dell' esercito invasore. Il Maggiore Dott. Edoardo Wagner, è una degna persona dai modi squisiti, cui si legge in volto la bontà di un padre. E’ di religione cattolico e di nazione boemo, militare di carriera, e parla eccellentemente l'italiano.I ' G1i altri in maggioranza sono boemi, tutti gente compita e signorile. è uno strano e sgradevole contrasto col resto dell'' esercito. - A questi si sono uniti gli ufficiali dell' ospedale 807, che è qui in attesa di disposizioni.
* Ci dispiace, dissero, darvi delle noie : ma sarà cosa d' un mese : poi passeremo a Treviso.
In conversazione post coenam si raccoglie che gli imperi centrali si accingono a combattere con vigore estremo perchè hanno estremo bisogno della pace. La miseria e la fame in Austria sono grandi, quantunque non eguali in tutte le province. Per esplicita non ricercata confessione, recherò un saggio dei prezzi di Vienna : Un chilo di lardo, cor. 25: un chilo di strutto cor. 30 e chi vuole averlo a certi prezzi dev' essere munito di “buone raccomandazioni ,, .
Un chilo di caffè, chi lo puè avere per caso eccezionale, cor. 120. Un metro di stoffa, cor. 50. Un rocchetto di filo, cor. 27. Non dico del pane, perchè Io vedo io stesso qual’ è : nero come la cioccolata, e che non mi è possibile mangiare.
La Loro grande speranza - sempre dalla medesima conversazione - è riposta in una sconfitta dell' Italia, tale che Ia conduca alla rivoluzione, alla repubblica, e quindi alla pace separata.
- Pensa lei, mi fu chiesto da uno, che ciò possa avvenire ?
- Francamente, no, dissi, non lo credo. - Ed egli ne ' rimase turbato come uomo che si sente scosso nelle più vive speranze.