23 OTTOBRE 1918 - DIARIO INVASIONE

23 OTTOBRE. - Quante voci contraddittorie !... – La pace è vicina: - No, non viene più. - Gli italiani hanno intrapreso un’ offensiva seria: - No, sono assaggi, ha ancora da cominciare. - Si prepara lo sgombero: - No, tutto andato a monte. Di armistizio non è neppur da parlarne più: E’ la Francia che non lo vuole: no, è la Germania, è l‘ Austria, ecc. - L’ Austria deve cedere, ma gli ultimi giorni saranno disastrosi. - Ce n’ andremo, e nessuno vi toccherà. - Se andremo via colle buone vi spoglieremo di tutto, se andremo spinti dalle armi, vi bruceremo anche le case. Andremo via, ma vedrete che cosa resterà di Motta…

- Nel tal luogo hanno spogliato di tutto: le tali famiglie sono state cacciate dalle case e costrette a ricoverarsi nelle stalle: nella tal altra hanno portato via ogni cosa : nell’ altra hanno lasciato per misericordia qualche pugno di grano turco... E Così via di seguito. Che tortura per queste popolazioni martirizzate da un anno.

"Queste popolazioni, diceva tempo fa cinicamente un ufficiale, sono destinate a morire di fame.,, Ben presto di fame e di freddo, aggiungo io, se questi feroci invasori ci resteranno ancora qualche mese. Ritengo però che, per misericordia di Dio, il nostro martirio sia vicino at termine. Da quanto s’intravvede, qualche cosa di grosso sta per maturare in Austria.