24 GIUGNO 1918 - DIARIO INVASIONE

24 GIUGNO. - Ieri nel pomeriggio cominciò al basso Piave un bombardamento molto vivace, anche con grossi calibri. Durò tutta la notte sino a mattina inoltrata. Riprese sulla sera meno forte dopo il tramonto.

* Questa sera alle sei - tempo vero - volò su di noi una squadriglia di nove velivoli nostri — caproni e cacciatori - diretta, verso Portogruaro. Era bello vedere come procedevano imperturbati in mezzo ad un fitto cannoneggiamento. Ma era anche ameno notare il senso di sbigottimento che la comparsa dei nostri caproni cagiona in questi ufficiali, i quali con noi nel cortile erano spettatori silenziosi e pallidi. Mi pare d’averlo notato un’altra volta come la comparsa dei nostri caproni causi in questi invasori un senso di terrore. Debbono averne fatte delle grosse quegli ordigni !

* Oggi l’atrio della Chiesa e i chiostri del convento sono stati sgombrati dai feriti. Disgraziati! Molti di loro giacquero tre giorni sul campo prima di poter essere raccolti, e due giorni qui sulle pietre prima che venisse il loro turno di medicazione. E non erano tutti leggieri. Questo fatto miserando è dovuto al loro numero oltremodo grande, non alla trascuratezza dei medici che lavorano anche la notte. Neanche questo fù – come altre cose-

Contemplato nei calcoli preventivi. - "Al massimo sarà di duemila il giro dei feriti (in quest’ ospedale,),, disse il Generale sanitario, il quale negli ultimi giorni precedenti l’offensiva aveva tenuto varii consigli nel nostro refettorio. - Solo nei due giorni 18 - 20 i feriti arrivati in quest’ ospedale sono stati 5000 (cinquemila.) La città, già tutta una caserma, si va trasformando in un ospedale, e presso la stazione della strada ferrata si stanno costruendo dei baraccamenti capaci di diecimila ammalati. Conseguenze sgradevoli di calcoli.. sbagliati !...

Subito che abbiano passato visita e medicazione, i feriti che non sono estremamente gravi, vengono trasportati al treno, e inviati nell’ interno, triste trofeo della Piave, ecatombe dell’ esercito e, come speriamo, tomba dell’Austria.