26 DICEMBRE 1917 - DIARIO INVASIONE

26 - 27 DICEMBRE. - Silenzio assoluto del cannone.

* Ho fatto anch' io la carta di " legittimazione, ,, cioè carta di riconoscimento personale, imposta a tutti dagli anni quattordici in su. Il sigillo si fa col polpastrello dell' indice destro. E poi si ride degli arabi !

* Le narrazioni che odo da vicini e da persone di luoghi anche remoti, sono sempre le medesime : tutte narrazioni dolorose e desolanti. Sono sempre e dovunque i medesimi delitti che si commettono dalle truppe, cioè, per comprendere anche l' ufficialità, dall' esercito a. u. Concussione, rapina a mano armata, viôlenze, invasione e violazione di domicilio, crudeltà, espulsione dalle proprie case o costrizione in una sola stanza di famiglie intere senza esser più padroni di entrare neppur nella propria cucina, depredazione di viveri, di valori, degli ori delle donne, di vestiarii, taglio di alberi, anche di gelsi e di viti (di questi ultimi forse per idiotismo). Col fieno si sterniscono i cavalli, il grano turco si dà loro in pasto sotto gli occhi dei padroni che ne lacrimano e soffrono la fame. Questa è la dolorosa realtà, veduta in parte co' miei occhi, e udita da tanti e tanti. Rarissime sono le eccezioni di case solo in parte risparmiate, tra le quali quella di mio padre.