26 OTTOBRE 1918 - DIARIO INVASIONE

26 OTTOBRE. - Sino al presente, qui e d’ intorni, le persone per via furono rispettate. Ora le cose cambiano. Una bambina che recava un po’ di latte per la mamma ammalata, fu fermala a pochi passi dal Convento, le fu strappata di mano la bottiglia, e poi minacciata. -- Un ufficiale che vide passare una fanciulla con uno scialle, scende da cavallo, e le l’avrebbe strappato di dosso, se la poverina non fosse stata difesa dagli astanti. Questo tale reputo sia stato abbastanza civile, perchè un altro avrebbe posto mano alla rivoltella.

* In questi giorni si è intensificato il lavorio di caricare roba e mandarla in Austria. C’ è un po’ di tutto: e sopra tutto molto disordine. Ognuno, come pare, lavora per sé: ognuno si appiglia a ciò che crede più utile.

Molte sono le voci che circolano d’ un prossimo esodo: ma si dura fatica a vincere lo scetticismo dopo un anno di delusioni. Non v’ è dubbio, se n’ andranno. Sintomi di dissoluzione in quest’ esercito se n’ ebbero da tempo, ma di dubbio valore. Ora la dissoluzione è cominciata, lenta, si, ma irreparabile. Se non m’ inganno, assistiamo all’ agonia dell’ impero a. u.: agonia faticosa, ma morte sicura.

La fallita offensiva, o per meglio dire la disastrosa sconfitta del 15 Giugno ha segnato per l’Austria la sua ultima ora militare. Era proprio vero che impegnava tutto se stessa, che giocava l’ ultima carta.

Questo è quanto ci detta la ragione, ma il sentimento è ancora ribelle si assiste a certe cose da imbecillire.

La ritirata cominciò effettivamente subito dopo il Giugno, e continuò e continua progressiva e ininterrotta sino ad oggi: ma è cosi ben condotta, tanto disinvolta e dissimulata, che noi stessi che ne siamo spettatori duriamo fatica a credervi. La maggior parte del materiale e degli uomini a preferenza viaggia di notte: quello che viaggia di giorno passa per le strade secondarie, e se transita per Motta, vuol parere piuttosto indirizzato al fronte.

Questo è giuoco che dura da mesi, continua anche al presente, causando nelle menti moralmente stanche sfinite possedute dallo scetticismo, l’ effetto voluto: la confusione. Proprio in questi giorni si son fatti passare per Motta come diretti al fronte, carri di stufe da trincea: il treno, che funziona regolarmente, reca per l’ospedale stufe di ghisa nuove che giacciono bene incassate nei nostri chiostri, e si mandano ingegneri a dare disposizioni per lo svernamento, uno dei quali ha impartito ordini relativi all’ uso della chiesa. Si è lavorato in queste ultime settimane e si lavora attivamente a ripulire il paese e a riattare le strade in forma stabile, con tecnica perfetta e con quella solidezza che caratterizza i lavori dell’ Austria: le décauvilles recano ghiaia da lontano e le pressore funzionano da mane a sera.

Perché dunque non diremo che questa è una ritirata magistrale, degna di passare alla storia in contrapposto alla nostra dell’ anno precedente? - o non c’è da diventare imbecilli davanti a cose che per poco non c’inducono a negare l’esistenza di noi stessi?

Intanto si attende con ansietà la promessa offensiva italiana: l’ attendiamo noi come nostra liberazione, l’attendono i nemici, anzi molti la bramano, io apertamente come principio della prossima fine.

* Il Municipio pubblica (25 corr.) un avviso con cui s’ingiunge di portare al Com. di Tappa la gruma del vino, le vinaccie, i bozzoli! e tutte le matasse di seta! "I contravventori saranno severamente puniti.

* All’ uscire dalla cena un soldato dell’ ospedale ci ferma: "Morgen (domani) offensiva italiana...,, e via dalla contentezza di cui non capiva in se stesso.