28 GENNAIO 1918 - DIARIO INVASIONE

28 GENNAIO. - La sera del 28 pareva imminente l' Ordine dello sgombro della popolazione civile di qua della Livenza. - "A questa notte la deliberazione ci disse un gendarme. Qualunque essa sia, domattina di buonissima ora sarò qui a darvene contezza.,, Quanti timori, quante apprensioni, che martirio morale che ci pare interminabile ! accresciuto dal triste spettacolo di tante famiglie che passano avviate - prima tappa - ad Annone : Vecchi, donne, bambini, per la maggior parte a piedi, perchè i buoi durano fatica a sfangare i carri carichi di pochi viveri e di poche masserizie.

-- Provvederà il Governo, li manterrà il Governo.

- Il governo ! che ha trattato queste popolazioni coi sistemi di conquista dell' antica barbarie ! il Governo ! che al suo esercito, all’ infuori di armi e munizioni non ha altro da fornire ? - Per conto mio preferisco morire di una granata in casa mia, che di fame e di freddo lungo una strada.

- Si avrebbe dovuto sgombrare dai civili questa zona sin da principio, mi rispose un ufficiale sanitario, giusta i sistemi dei tedeschi, i quali così hanno evitato e l’ingombro degli ospedali e il mantenimento di tanti a carico dell' esercito e lo spionaggio. Ma in Austria si va troppo alla buona, e noi lo sappiamo che cosa in Serbia ci è toccato alle Spalle.

Chi mi rispondeva cosi era proprio quel medesimo che un mese fa mi disse: " In Serbia non potevano uscire di casa un quarto d’ora senza rivoltella : qui non la porto mai meco, vado dovunque, faccio lunghe passeggiate per le strade e per le campagne, e non ricevo un atto scortese.,,

Egli è realmente persona degna di stima e di benevolenza pel bene che fa a queste disgraziate popolazioni : ma ci vuole prudenza a parlare con persone che almeno ufficialmente sono nemici, e mi limitai a rispondere : Credo che tra la Serbia e il Veneto non si possa istituire un paragone. - Da persona educata qual' è, capì che aveva detto una stoltezza.

* L' attesa e temuta offensiva dei nostri sul Piave si è sviluppata e conchiusa ! Qualche drappello, come pare, ha passato il fiume in vari luoghi, e questi presero la cosa , sul serio. Nella notte giunse la notizia che avevano ripassata l' acqua, e tutto si rimise in calma. - Era una noia che i nostri intendevano di dare : ma questi nell' aver stima dei nemici, mostrano saviezza. Intanto il pretesto per uno sgombro per ora è cessato.

Nel pomeriggio del 29 ad ora impropizia si presentarono in casa di mio padre due soldati chiedendo una fetta di polenta, in altri tempi tanto disprezzata e derisa insieme a quelli che la mangiano. Non ce n' era. Girarono lo sguardo, e : - Dateci almeno quel gatto, dissero. - Fecero compassione : - Pigliatevelo. - Detto fatto : e se n' andarono contenti come una pasqua.

* Tornando con mio padre dai campi che ha sotto Gorgo salgo lungo l' argine del Monticano sopra il ponte di Redigole. Da buche praticatevi per fucilieri, dovrebbe parere che per un'azione di copertura poteva e doveva essere difeso non meno della Livenza. Questa difesa doveva spiegarsi la notte dal sette all' otto Novembre, notte nefasta. Sulla Livenza i nostri eroi trattennero il nemico per circa tre giorni ma sul Monticano la mattina stessa dell' invasione, questi purtroppo non trovò morti, bensì molte armi abbandonate, elmetti, divise. Dolorose memorie !...

Alzo gli occhi, e contemplo in tutta la sua squisita eleganza il campanile del santuario, indorato dai raggi pallidi del sole che volge al tramonto, e che accenna ad un vicino nebbione freddo.

Quanto sei bello ! quanto sei caro ai nostri cuori insigne monumento dell' arte cristiana e della pietà dei nostri antenati ! Quante cose mi dici con quel tuo angelo d' oro, che ora punta il dito a settentrione : Ab aquilone pondetur malum super universam faciem terrae, si avvera ancora una volta

- Angelo fatidico, Angelo dell' Annunziata, protettrice della nostra Venezia !...

Ma un pensiero mesto attraversa la mia mente, contrista il mio spirito, e mi fa chinare il capo sul petto : Tu sei troppo invidioso bersaglio alle artiglierie nemiche, il giorno auspicatissimo in cui torneranno tra noi i cristiani, il giorno in cui, pieni d' ira e di livore gl’invasori se n' andranno incalzati dalle nostre armi vittoriose. O Vergine benedetta, madre e patrona nostra soavissima, che ci hai ricolmati sempre di grazie e di favori, tieni stesa la tua mano protettrice su questa città da Te amata, su questo tuo sacro Convento, su questa tua basilica, tesoro dei nostri cuori : - O Signore Iddio d' Israele, serva domum Istam kï , immaculatam in aeternum.