28 OTTOBRE 1918 - DIARIO INVASIONE
28 OTTOBRE. - Dalla notte del 26 ad oggi, a vane riprese, un notevole bombardamento nella regione della media Piave.
E’ un grande movimento di truppe (due divisioni, dicono) in direzione del fronte, ma meste e svogliate: non cantano come al solito.
E’ persuasione generale che l’offensiva sia cominciata ma a noi non fa questa impressione. A parte che il cannoneggiare é pressoché nullo al basso Piave e al mare nullo affatto, si dura fatica a pensare ad un’ azione seria con risoluto proposito di avanzare, senza il previo bombardamento dei ponti sulla Livenza.
* Verso le due pom. sono arrivati circa quattrocento prigionieri dei nostri, fatti, dissero, perchè hanno voluto avanzare troppo senza l’ ordine dei superiori. I nostri hanno passato la Piave per circa cinque chilometri in quel di S. Polo e Tezze.
* Circa le tre e venti pom. un’ incursione offensiva di nostri velivoli. Hanno lanciato una quantità di bombe, tutte ad alto esplosivo, anche in località da non spiegarsi il perchè, come nel sobborgo delle Spinade. Ero al tavolino recitando l’ufficio, e come al solito non ci badavo. Però certi scoppii molto vicini solleticarono la mia curiosità. Mi affaccio alla finestra: e, possibile, dissi dentro di me, che abbiano proprio ora impostate delle batterie antiaeree laggiù? (dietro l’argine del Monticano vecchio.) Ma stetti poco a persuadermi che tutt’altro che batterie, erano bombe, e di quelle di lusso, che fioccavano dall’alto.
Due rasentarono l’angolo sud-est dell’ospedale, scavando due enormi imbuti: forse avevano di mira i numerosi carri (dello stesso ospedale) radunati là vicino. Sono stati presi di mira, ma invano, il Comando di Tappa, quello della gendarmeria, la stazione della strada ferrata, la centrale dei telefoni. Una sola delle tante bombe lanciate ha raggiunto l’obiettivo, colpendo in pieno i nostri prigionieri, testè menzionati, che erano radunati per il rancio in un cortile dietro la Banca Popolare. Una strage: vi sono stati quindici morti, straziati in modo orribile e resi irriconoscibili, e molti feriti anche gravissimi. Disgraziati!... che morte hanno trovato !...
Questo è senza dubbio uno sbaglio; forse furono scambiati per soldati nemici; ma come poi si spiega l’ aver bersagliato tanto le Spinade? località disseminate di case rustiche, e che non presenta nulla di sospetto? - Forse è stata una cattiva informazione. - Ancora una domanda, giacché, a quanto pare, siamo alla fine: Perché durante tutto quest’ anno, in tante incursioni offensive, non furono mai presi di mira né il Comando del Corpo d’Armata, ne i ponti?