29 DICEMBRE 1917 - DIARIO INVASIONE

29 DICEMBRE. - Sono arrivati due carri ferroviari di carbon fossile per l' ospedale. Questa notizia per l' ufficiale che la dava era un avvenimento.

Da questo fatto tanto semplice, ma che caratterizza le condizioni economiche dell' Austria, prendo occasione per notare in quali si trovi l' esercito : privo di tutto fuorché di armi e di munizioni . Quanto hanno detto i nostri giornali non era esagerato : era la verità, ma sotto la realtà. I mezzi di trasporto suoi propri sono certi carri molto simili a quelli degli zingari, e in quantità inadeguata, per cui il nostro popolo la chiama questa l' Invasione degli zingari. Poi carri, carretti, birocci di uso agricolo, insieme a carrette e carrozze di lusso (per i signori ufficiali) - tutta roba rubata nei paesi invasi - trainati da ogni genere di bestie da tiro, anche queste rubate : qua una magnifica pariglia di morelli superbi e ben nutriti, là un paio di buoi od un umilissimo asinello che cammina a spinte. Automobili con ruote di gomma, poche, in gran parte abbandonate dal nostro esercito nella ritirata, ed esclusivamente riservate all' ambulanza e all' alta ufficialità : autocarri pesantissimi con ruote di ferro, e pochi anche questi e adibiti soltanto al trasporto di armi e di munizioni. I soldati non possono avere il lusso di essere trasportati in autocarro, per quanto pessime siano addivenute le strade : raro che ciò avvenga di vedere, e questo solo per i feriti leggieri ma che non possono proprio camminare.

La mancanza della gomma è totale : il petrolio e la benzina articoli rarissimi , che non si concedono neppure per l' uso privato dell' ufficialità. Pressoché nessuna provvista di viveri : il pane stesso poco, molto poco e pessimo e che per conto mio é immangiabile: di quando in quando qualche piccola spedizione di patate : carne affatto : combustibile nulla : si fracassano mobili, persiane, finestre, porte, anche carri, pur di far fuoco : si demoliscono alberi senza discernimento, si devastano campagne, qualunque cosa è utile purché sia combustibile. Legno e ferro da costruzione nulla : si smantellano le case per usufruire del materiale. Di materiale di attendamento nulla come pure nulla affatto di vestiario di ricambio : nei giorni belli i soldati non si abbandonano all' ozio, ma toltasi la camicia, che non si può dire sia bianca, impegnano delle battaglie a fondo con certi animaletti che non sono proprio innocui.

Gli stessi ospedali sono privi delle cose di prima necessità. Non parlo di stufe (ora improvvisate in qualche modo), o di bottiglie di riscaldamento per i degenti, che potrebbero parere un lusso, ma di letti, di biancheria, di coperte. Per un bel po' i malati e i feriti in questa nostra chiesa giacquero sulle pietre sopra un braccio di fieno, pressoché ignudi.

Arrivato quest' esercito, nudo, sudicio, smunto da una prolungata fame, pieno di livore, in una regione ricchissima e abbondante di ogni ben di Dio, si abbandonò al delitto, alla violenza e alla predoneria. Ebbro della vittoria e dell' inaspettata abbondanza, tosto si diede e sfrenatamente : (bassa e alta forza) in braccio alla crapula e all’ ubriachezza. Incredibile quanto in un mese e mezzo è stato divorato da uomini e bestie, consumato, distrutto, sciupato. Ma incredibile anche il sudiciume di cui ha riempito città e campagna. Per man dei barbari stalle sono addivenute le belle sale a pian terreno dei palazzi, rimesse e stalle i cortili, stalle i caffè dove con stupefacente leggerezza si discutevano i più gravi problemi, immondezzai i giardini dalle piante forestiere e dalle aiuole variopinte. Dovunque in città e in campagna conviene andare con attenzione per non insudiciarsi le scarpe : dovunque sangue e avanzi di animali macellati, rifiuti, letamai, che in certi giorni di scirocco esalano un fetore intollerabile. Fortuna per noi che quest’ anno l’inverno è asciutto e freddo, che altrimenti alla guerra e alla fame si sarebbero già sopraggiunte le pestilenze. A questo miserando spettacolo, più d' una volta ho pensato tra me e me : Taluni per le nostre provvidenze si pensavano resa superflua l' invocazione a peste, fame et bello : ma quanto sono incertae providentiae nostrae !

* Il morale di queste truppe (a scanso di equivoci : non in senso religioso, che sono la negazione di ogni morale, anche meramente naturale) le prime due settimane era elevatissimo, per usare un termine militare nuovo. Inebriate per non dire pazze di una strepitosa, si, ma facile vittoria, dopo una breve sosta sulla Piave, si ripromettevano di raggiungere Venezia (Venezia ! alta e bassa forza impazziva al solo nom e ) , poi una passeggiata militare al Po , e là , o la pace separata , o a… Roma . Tante volte ci sentimmo chiedere ingenuamente : Quanto disti Roma da q u i ?... Pare strano , pare pazzesco , pure è questa la verità. Poi queste menti deliranti cominciarono a rendersi conto delle cose. La pace separata cominciò a diventare un' utopia, la linea d eI Po si arretrò all’ Adige e dall’ Adige al Brenta : il sogno di Venezia, facile conquista, svanì come fumo al vento, e ai deliri subentrò la crudele realtà : il Piave che ingoia reggimenti su reggimenti : Alla Piave la morte implacabile gira la falce, e..." non si passa ,, .

Lo scopo su premo di quest' invasori non è a lor detta, la vittoria, né la conquista, ma imporre la pace di cui hanno estremo bisogno. Al presente fanno conto sulla pace colla Russia , per poi gettare tutte le loro forze in Occidente .

Come che si raccoglie da frequenti conversazioni, ora è la Germania che prepara un' offensiva poderosa in Francia , offensiva che ritengono certamente efficace. Poi verrà il turno per l' Italia : ma allora, dicono, le condizioni di pace saranno ben diverse e molto dure.

Il Kaiser nell' agosto del 1914 quando sognava di cingere dopo pochi mesi in Roma la corona del rinnovato S. R. I. ! esordì la guerra colla minaccia, "Guai ai vinti ,,. Non mi meraviglierei sentircela ripetere da costoro - tanto facili a delirare - ad un successo anche modesto che la Germania riportasse.

* E’ parimenti degna di nota la psicologia bellico – religiosa di qualcuno. Mi sono sentito ripetere più d' una volta che Iddio è con loro, e che protegge e avvalora le loro armi. Da questa convinzione (se vera od ostentata per uso e consumo dei nemici, non so) che dicono di fondare su segni manifesti, tra quali recentissimo la stagione propizia che hanno incontrato, traggono per reciprocanza la persuasione che la loro guerra è giusta e che la vittoria sarà data a loro. Non voglio discutere sul valore logico e oggettivo del ragionamento (la logica tedesca è molto lontana da quella del resto dell’ umanità,) né sulla reale giustizia della loro guerra, né ardisco di entrare ad indagare gli imperscrutabili e giusti giudizi di Dio. Dirò solo che è proprio dei barbari presumere ed invocare i giudizi di Dio per giustificare se stessi, piuttosto che studiarsi di rendersi giusti. Non so, non so proprio per qual strana concezione religiosa (mi rammenta le Ordalie dei popoli germanici del Medio Evo) si possa comporre questa convinzione coi delitti che quest’ esercito ha collettivamente commessi e che non cessa di commettere con tanto cinismo anzi con voluttà, come se per lui non esistesse più legge alcuna né divina, né umana, né naturale. Attila disse di essere il flagellum Dei per punire i delitti del mondo civile di allora : In questo senso anche questi remoti ma legittimi suoi discendenti possono aver ragione. Ma la misura della giustizia e della bontà di Dio è, che usato il flagello, lo spezza.