29 MAGGIO 1918 - DIARIO INVASIONE
29 MAGGIO. – E’ un ininterrotto affluire e rifluire di nuove truppe che vanno alla Piave. Passa anche dell’ artiglieria pesante: mortai e lanciamine. Si prepara, pare, un’ offensiva sul serio e simultanea su tutto il fronte. A sentire questi signori sarà tanto efficace che tengonsi sicuri d’andare avanti e molto, e molto facilmente.
Questo passaggio continuo di truppe è un flagello sempre nuovo. Non più una vacca per stalla, ma una ogni venticinque persone. I pochi polli rimasti e che davano qualche uovo per il vitto di tante famiglie, sono rubati dai soldati, o senz’altro portati via per ordine del rispettivi Comandi. Molte famiglie furono persino rapinate di quel pugno di farina che è la loro esigua razione di gr. cento, (non più centocinquanta) come a S. Tonin, a Sala, a S. Giovanni. Quelli che maggiormente si distinguono in queste brigantesche imprese sono, come sempre, gli ungheresi.
Le località più disgraziate sono S. Giovanni e Meduna, dove oltre alla quasi totale asportazione del bestiame, s’ intraprendono sempre nuove requisizioni di biancheria e di rame. Dico requisizioni, perchè cosi le chiamano: ma sono rapine, e ciò sia detto una volta per sempre.
Poco troveranno: ma di paese in paese, la maggioranza almeno finirà col farsi un discreto bottino, che forse lascierà nelle trincee della Piave.
* Una minuzia, ma che per la sua caratteristica ingenuità da una parte e crudele cinismo dall’ altra, mi pare degna di nota. Alcuni di S. Giovanni, che non sanno più come campare la vita, perchè spogliati di tutto: non carne ( che si concede soltanto in ragione di gr. duecento la settimana), non latte, non uova, non grassi di sorta, si recarono dal Comando di tappa pregando che almeno l’esigua razione di farina (di grano turco) fosse accresciuta, facendo notare che cento grammi non sono sufficienti per vivere. – "Mangiate erba,, fu loro risposto: e questo è quanto hanno ottenuto.
* Ieri abbiamo assistito al triste spettacolo di povera gente col loro giumento attaccato al piccolo veicolo (i cavalli presso i borghesi sono ormai tanto rari,) strappata colla violenza alla famiglia nelle retrovie, Cordovado, Sesto, ecc., e mandata dietro all’esercito operante in servizio del medesimo: sin dove, sino a quando, a che fine, - e chi lo sa? – E poi non si arrossisce d’invocare il Diritto delle Genti quando paia tornar comodo!