30 GENNAIO 1918 - DIARIO INVASIONE

30 - 31 GENNAIO. - E' giunto giorni fa un avviso dal Comando di Tappa che per ordine del Comando supremo saranno tolte dai campanili tutte le campane, eccetto una per ogni comune la quale non superi il peso di mezzo quintale.

- Quelli che dovevano portarle via, facemmo notare, sono già stati tempo fa a compiere l' opera loro.

- Quelli erano furfanti non autorizzati, ci fu risposto.

E voialtri siete loro fratelli maggiori, veniva fatto di rispondere : ma la verità pura e semplice è questa, che - come altra volta ho notato - è una rapina, uno spoglio progressivo e totale, al quale tutti hanno diritto di partecipare e di cui tutti debbono usufruire.

Le prime ad essere deposte (che l’altra volta dissero di non voler toccare per rispetto ai morti !...) sono state quelle di S. Giovanni. La sera del 26 la terza campana al Duomo, l'unica rimasta, è stata spezzata. Il 27 sarebbe stato il nostro turno : ma è domenica, e di domenica questi predoni si fanno scrupolo a commettere sacrilegi.

Sono invece il 28-31 per noi e per questo popolo tre giorni di tortura morale. Grossi colpi di martello risuonano su questi sacri bronzi che minati dalla fiamma ossidrica, cadono a pezzi : ma più profondi quei colpi e più laceranti cadono sui nostri cuori e sul cuore di questo popolo, che colle sue pie offerte li aveva fusi quei bronzi e regalati a Maria, e che li aveva più cari delle sue proprie case : più d’uno s’è visto a piangere .

Hanno lasciato la campanella, ma non è detto che non debba essere trasportata al Duomo. Colle campane sono partite le corde, anche quelle dell' orologio. Non hanno sparmiato neppure la campanina della chiamata al refettorio, né quella della porteria sul tetto del convento. Anche quella della cappella dell’ ospedale ha subito la sorte comune. Tutto fu caricato su carri e condotto via con sardonica compiacenza e con satanica voluttà.

Per chi si prendesse la briga di cercare nella storia naturale una famiglia cui riferire questi campioni, non so se possa recar lume sapere che per compiere la loro opera vandalica pretendevano da noi i mezzi, e che per ristorarsi dalla fatica ebbero la spudoratezza di chiederci del vino.

* Fuori di Motta si passa casa per casa ormai da per tutto per compiere il sequestro delle granaglie. Notevole è l’ipocrisia e la perfidia che si usa per meglio riuscire a quest' atto spietato di estremo spoglio. In antecedenza si è fatto chiedere a tutti se hanno da vivere per sei mesi, colla minaccia della deportazione a chi non ne avesse : ora si procede allo spoglio lasciandone per un solo mese, in proporzione di grammi duecentocinquanta di farina ( di grano turco) per testa al giorno.

* E’ proibita dal comando di Tappa la macellazione dei vitelli, ed è cosa Ottima : ma non né proibita, a quanto pare, la rapina da parte degli ufficiali delle truppe, che la esercitano impunemente e in pieno giorno ( di notte sarebbe criminale,) purché abbiano sentore che in una stalla ve n' abbia uno. Il penultimo fatto è toccato ad un affittuale di mio padre in quel di Gorgo, che aveva, nella sua povertà, solo due vacchette magre e una vitellina stentata.

* Per sollazzo degli ufficiali, e solo per g1i ufficiali, il paterno Governo ha allestito un cinematografo : presto provvederà ad un Caffè. Ma prima di tutto, e da tempo (cosa che ho saputo solo in questi giorni) s' è dato premura di aprire una casa di tolleranza (per nostro onore mai esistita,) servita da tre perdute, fatte venire dai suoi felici paesi.