30 MARZO 1918 - DIARIO INVASIONE

30 MARZO. - Ieri sera facendo ritorno da Meduna, dove s’era recato a predicare la Passione, il P. Policarpo Rizzoli col cocchiere sono stati tratti in arresto. L’avviso partito da Meduna alla gendarmeria di qui, era: "sono spie: arrestateli.,, Ma constatato l’equivoco, o l’idiozia, degli zelanti di Meduna, furono subito rilasciati.

"Il nervosismo di questi giorni, disse il comandante della gendarmeria, va attribuito al fatto che furono arrestate tre spie, una delle quali è riuscita poi a fuggire. ,,

A questo stesso nervosismo credo si debba attribuire un altro fatterello sgradevole. Una ragazza trovata in possesso d’un foglietto manoscritto gettato, dicono, dai velivoli italiani, richiesta da chi l’avesse avuto: Dal P. Guardiano, rispose !

E’ cosa tanto strana, che conoscendo certi metodi usati in Austria, fa andare per mille supposizioni. Ad ogni modo il comandante della gendarmeria dovette occuparsene di ufficio, e il P. Guardiano per purgarsi dalla inverosimile accusa, dovette obbligarsi a far pubblicare a tutte le Messe nel giorno di Pasqua, che è severamente proibito tenere presso di sé foglietti di sorta gettati da velivoli italiani, e chi ne avesse é obbligato a consegnarli al Comando di tappa o alla stazione della Gendarmeria.

PASQUA. — Tristi ricordi: speranze deluse.