10 NOVEMBRE 1917 - DIARIO DI GUERRA
I nostri sono schierati sul Piave, pronti a resistere. Il nemico li raggiunge.Per Montebelluna è un passaggio straordinario di soldati, carri, automobili, tra il fango alto una spanna. I soldati della 2° Armata sono ancora sparsi in disordine per i nostri paesi, con danni straordinari: nessun ordine e disciplina; molti di questi soldati tornano alle loro case e si fermano per qualche giorno.
Nelle case dei contadini si fanno in questi giorni delle grandi polente per i soldati affamati: i Guolo di Guarda ne fanno persino nove in una sera! Oggi si sentono i primi spari sul Piave: pare partano dal Montello. I paesi della destra Piave devono sgomberare: molti vengono trasportati al di là del Po; altri si disperdono nei paesi e nella campagna attorno a Montebelluna. Le famiglie di S. Gaetano sono già piene di profughi e alcune ne accolgono anche venti, o trenta, o più. Anche gli “eroi” di Montebelluna che in otto giorni dovevano portarsi a casa Trieste in saccoccia se ne sono andati in fretta: forse si saranno fermati a Napoli o forse saranno ancora a gambe levate.I palazzi di Pieve sono chiusi e chiusi sono anche i negozi e le botteghe. I soldati non trovano più da mangiare. Però i nostri buoni contadini, dopo aver dato i figli alla Patria e quanto avevano al governo, danno anche quel po’ di polenta che hanno ai soldati.
Nelle case dei contadini si fanno in questi giorni delle grandi polente per i soldati affamati: i Guolo di Guarda ne fanno persino nove in una sera! Oggi si sentono i primi spari sul Piave: pare partano dal Montello. I paesi della destra Piave devono sgomberare: molti vengono trasportati al di là del Po; altri si disperdono nei paesi e nella campagna attorno a Montebelluna. Le famiglie di S. Gaetano sono già piene di profughi e alcune ne accolgono anche venti, o trenta, o più. Anche gli “eroi” di Montebelluna che in otto giorni dovevano portarsi a casa Trieste in saccoccia se ne sono andati in fretta: forse si saranno fermati a Napoli o forse saranno ancora a gambe levate.I palazzi di Pieve sono chiusi e chiusi sono anche i negozi e le botteghe. I soldati non trovano più da mangiare. Però i nostri buoni contadini, dopo aver dato i figli alla Patria e quanto avevano al governo, danno anche quel po’ di polenta che hanno ai soldati.