11 NOVEMBRE 1917 - DIARIO DI GUERRA

Tutte le autorità civili se ne sono andate. Resta però in mezzo al suo popolo Mons. Prevosto Giuseppe Furlan, col suo Cappellano Don Antonio Dal Colle.
Comincia un forte bombardamento dal Montello e dalla Rocca di Cornuda. Le case tremano e il panico è grande. Prima della Messa un piccolo incendio nella sagrestia diffonde un po’ di paura, ma è subito domato. Poco dopo un forte sparo fa tremare la chiesa e alcune donne fuggono. Poi torna la calma. Verso le otto del mattino tre aeroplani nemici sorvolano Montebelluna e sganciano alcune bombe su Pieve: una cade davanti alla casa di Martintoni e uccide un uomo, certo Sartor, stalliere; una cade nel giardino del Conte Manin e uccide un soldato, certo Marconi Romeo e un altro soldato che muore alla sera, mentre sei persone rimangono ferite leggermente. Verso le undici nuovo passaggio di aeroplani nemici: ci rifugiamo nel campanile ove si suona a martello fino a che una nostra squadriglia non mette in fuga gli aerei nemici.
Verso le due del pomeriggio di nuovo aerei nemici: le batterie antiaeree appostate dietro a casa Bordin, quattro cannoncini, sparano invano e colpiscono sempre l’aria.
Verso sera piove a dirotto e il cannone tuona. Ci sono tre morti da seppellire e non c’è che una sola cassa. Il povero Loreggian, morto ieri mattina, attende di essere sepolto; poi arrivano alcuni soldati con la salma del soldato Marconi ucciso dalla bomba. Al buio e sotto la pioggia i due feretri vengono sepolti nella stessa cassa; mentre il povero Sartor, lo stalliere, è sepolto senza cassa.
All’Ospedale Civile Carretta un vecchio, certo Bettamin, e un ragazzo di Nervesa di nove anni vengono sepolti nell’orto per mancanza di casse, di tavole e …di autorità che provvedano.