15 GIUGNO 1918 - DIARIO DI GUERRA

15 GIUGNO 1918. Hanno attaccato alle tre di questa notte con una violenza inaudita, specialmente da Nervesa, dal basso Piave e sul Grappa. Il Piave pare in fiamme e il Grappa è illuminato a giorno da continui bagliori: è il finimondo!
Udiamo pianti e grida di bambini spaventati e profondamente impressionati per il finimondo che è in atto. Ci alziamo tutti a pregare in una stanza della canonica e celebriamo la Messa; poi riponiamo il Santissimo Sacramento nel luogo appositamente preparato, presso la scala. Coraggio e fede!
Alle sette del mattino suona l’allarme: due velivoli nemici sorvolano Montebelluna. Alle sette e mezza si sente nell’aria un odore strano: molti temono si tratti del gas asfissiante e indossano la maschera, che tutti portiamo in spalla. Granate fischiano in aria e scoppiano alla stazione e a Pieve.
Alle otto il bombardamento è infernale e continua con la massima violenza; verso le dodici cessa per riprendere alle quattro e mezza su tutto il fronte, specialmente sul Grappa. Cadono granate a Posmon dietro casa Merlo, sulla stazione, a Biadene e a Caonada.
I parroci di Caonada e Venegazzù sono dovuti scappare verso le retrovie per sfuggire al bombardamento: quello di Caonada si è rifugiato a Falzè.