26 GENNAIO 1918 - DIARIO DI GUERRA
Nella notte suona l’allarme per il sorvolo di aerei nemici, fortunatamente solo di passaggio. Attività sul medio Piave.
Alle due pomeridiane nuovo allarme aereo e spari per mettere in fuga sette velivoli nemici che sorvolano Montebelluna ad una quota straordinariamente alta.
Bombardamento fino a sera sul medio Piave.
Alle sei e mezza di sera nuovo allarme aereo: squadriglie di velivoli nemici sorvolano tutto il nostro fronte e le batterie antiaeree sparano. Sul Montello, Mestre, Castello di Godego, Castelfranco, Venezia, Fanzolo, Trevignano, Montebelluna ferve la lotta contro i mostri volati che sganciano bombe ovunque. La grande incursione dura, con qualche intervallo, fino alle quattro antimeridiane del 27 gennaio. Su Montebelluna cadono bombe alle nove, alle dieci, alle dodici e alle tre del pomeriggio.
Sono vittime di questa incursione sette soldati inglesi ed un soldato italiano che era di servizio alla stazione: il buon Vincenzi Giovanni fu Sperandio, classe 1889, di Padernello d’Istrana, di fervente pietà cristiana; lo conoscevo da ben sei anni. Povero amico: di lassù, ove l’anima tua buona riposa in seno a Dio, consola la moglie tua e i tuoi due bimbi che invano attendono il bacio del marito e del padre affettuoso!
L’incursione aerea ha causato anche vari danni: sfondata mezza casa di Marcassa, vicino a Mazzacollo; distrutta completamente quella del mercante Saccòl, presso le sbarre della stazione, ove sono rimaste vittime due dei sette soldati inglesi morti; danni presso Villa Biagi; danni alla casa di Pozzobon, presso la Bretella, ove la porta della stalla è stata divelta e una mucca uccisa. Tra Pozzobon e Maggion sono cadute otto bombe di grosso calibro. Dietro la casa di Maggion lo scoppio di una bomba ha provocato una buca enorme e sradicato parecchi gelsi, lanciando terra a parecchia distanza. Tre bombe sono cadute presso Modellato, nel basso Pieve, sulla strada per Trevignano; altre tre su S. Gaetano, poco oltre Mazzoccato Pétol. In tutto sono cadute oltre trenta bombe di grosso calibro. E’ scoppiato un spaventoso incendio al campo d’aviazione di Castello di Godego. A sera vediamo una colonna di fiamme lunghissima ed un pennacchio di fumo che si alza fino al cielo. La luce rossastra delle fiamme illumina la zona circostante per un raggio di venti chilometri.
Alle due pomeridiane nuovo allarme aereo e spari per mettere in fuga sette velivoli nemici che sorvolano Montebelluna ad una quota straordinariamente alta.
Bombardamento fino a sera sul medio Piave.
Alle sei e mezza di sera nuovo allarme aereo: squadriglie di velivoli nemici sorvolano tutto il nostro fronte e le batterie antiaeree sparano. Sul Montello, Mestre, Castello di Godego, Castelfranco, Venezia, Fanzolo, Trevignano, Montebelluna ferve la lotta contro i mostri volati che sganciano bombe ovunque. La grande incursione dura, con qualche intervallo, fino alle quattro antimeridiane del 27 gennaio. Su Montebelluna cadono bombe alle nove, alle dieci, alle dodici e alle tre del pomeriggio.
Sono vittime di questa incursione sette soldati inglesi ed un soldato italiano che era di servizio alla stazione: il buon Vincenzi Giovanni fu Sperandio, classe 1889, di Padernello d’Istrana, di fervente pietà cristiana; lo conoscevo da ben sei anni. Povero amico: di lassù, ove l’anima tua buona riposa in seno a Dio, consola la moglie tua e i tuoi due bimbi che invano attendono il bacio del marito e del padre affettuoso!
L’incursione aerea ha causato anche vari danni: sfondata mezza casa di Marcassa, vicino a Mazzacollo; distrutta completamente quella del mercante Saccòl, presso le sbarre della stazione, ove sono rimaste vittime due dei sette soldati inglesi morti; danni presso Villa Biagi; danni alla casa di Pozzobon, presso la Bretella, ove la porta della stalla è stata divelta e una mucca uccisa. Tra Pozzobon e Maggion sono cadute otto bombe di grosso calibro. Dietro la casa di Maggion lo scoppio di una bomba ha provocato una buca enorme e sradicato parecchi gelsi, lanciando terra a parecchia distanza. Tre bombe sono cadute presso Modellato, nel basso Pieve, sulla strada per Trevignano; altre tre su S. Gaetano, poco oltre Mazzoccato Pétol. In tutto sono cadute oltre trenta bombe di grosso calibro. E’ scoppiato un spaventoso incendio al campo d’aviazione di Castello di Godego. A sera vediamo una colonna di fiamme lunghissima ed un pennacchio di fumo che si alza fino al cielo. La luce rossastra delle fiamme illumina la zona circostante per un raggio di venti chilometri.