27 MARZO 1918 - DIARIO DI MARIO FIORE
Mercoledì – 27 marzo – ore 11. da C. Rossi (Visnadello).
Torno ora dal solito giro, ovvero dalla solita igienica passeggiata Nervesa – Ponte della Priula. Attività delle opposte artiglierie. Tiro nemico concentrato verso Parrocchia di Nervosa; qualche colpo su Spresiano.
Novità importante: il campanile di Lovadina non c’è più. Credo sia stato fatto crollare dagl’Italiani la notte scorsa.
La lotta anglo-tedesca in Francia continua.
Intanto io dovevo partire ieri per la licenza ordinaria, ma il mio Colonnello non me l’ha voluta concedere. E sapete perché? Perché l’urgenza dei lavori che il mio battaglione sta compiendo lungo l’argine di riva destra del Piave esige la mia presenza. Sia lodato il cielo! una volta tanto sono diventato una persona indispensabile! Così è e così sia: i nostri superiori ci dichiarano indispensabili soltanto quando fa loro comodo. Negli altri casi ci cacciano a calci nel sedere.
Ore 16.
Fa caldo. Qualche colpo d’artiglieria.
Circolano voci di una prossima, anzi imminente offensiva austro-tedesca contro l’Italia. Intanto è da osservarsi la quasi inattività aerea da parte del nemico. Siamo in piena luna e non si ripetono da parte degli austro-tedeschi le immancabili incursioni notturne dei mesi scorsi. Cosa vuol dire tutto ciò? E’ bene o male?