28 GENNAIO 1918 - DIARIO DI MARIO FIORE
Lunedì – 28 gennaio – ore 9. da C. Galatea
L’altra sera – 26 – grande attività aerea. Lancio di bombe su Treviso e Mestre.
Ieri sera dalle 18 alle 20 ho fatto un giro per gli isolotti Roma e Firenze che si protendono nel Piave dinanzi alla linea delle nostre trincee (frazione M. 5 – la linea è divisa in frazioni) e precisamente dinanzi al tratto compreso fra C. Travisi e C. Broli (v. carta al 25.000).
La luna (assassina e complice sempre degli austriaci nelle loro opere nefande di distruzione dall’alto degli aeroplani) illuminava le trincee di una pallida luce. Sono uscito dalle trincee in compagnia del Ten. Guglielmino e di un plotone di fanteria al comando di un sergente, i quali si recavano all’isolotto Roma per presidiarlo durante la notte. Di giorno all’isolotto Roma non vi sono che poche vedette.
Rientrato poco dopo nelle trincee, ne sono poi riuscito, in compagnia sempre del Guglielmino, per recarmi all’isolotto Firenze, al quale si accede passando per tre passerelle. L’isolotto Firenze è presidiato di giorno e di notte da circa 40 uomini di fanteria, divisi in due ridottini (l’Alessandria e il Bari) forniti di mitragliatrici. Dal Firenze sono poi rientrato nelle trincee, percorrendo altra strada che passa pure su altre tre passerelle.
Dico la verità: ho riportato con me un’ottima impressione del nostro soldato di fanteria, sentinella avanzata alle porte d’Italia (parte provvisoria, s’intende).
Nelle trincee calma completa: di lontano il miagolio di qualche mitragliatrice e il rombo delle artiglierie….forse verso Zenson o Capo Sile. Lungo l’argine di riva destra del Piave soldati del genio e di fanteria lavorano, profittando insieme e dell’oscurità della notte e del chiarore della luna, senza essere visti dal nemico. Ma più di tutto ricordo l’isolotto Roma, l’isolotto dei Morti, così chiamato perché teatro di lotta accanita il 16 nov. 1917, allorquando gli austriaci sfondarono le trincee a Fagarè. Sotto il pallido chiarore della luna, intravidi, fra la sabbia e la ghiaia dell’isolotto, qualche tomba bene aggiustata da mani pietose, ma che la prossima piena del fiume, inconsapevole , schianterà via e….qualche cadavere…. ancora insepolto.
Oltre agli isolotti, la riva sinistra del Piave e….l’Italia che aspetta. Eco le impressioni della fugace visita compiuta.
"Parola d’ordine. Lodi. Lotario."